Droga a fiumi, sgominata una banda che operava nel Perugino

TODI

Droga a fiumi, sgominata una banda che operava nel Perugino

04.06.2014 - 15:35

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Dalle prime ore dell’alba, in diversi comuni della provincia di Perugia e a Mantova, oltre ottanta carabinieri e due unità cinofile antidroga del nucleo di Firenze sono impegnati – nell’ambito di un’indagine, denominata operazione Bellomo, condotta dalla compagnia carabinieri di Todi - in diverse località della provincia di Perugia per mettere fine a una capillare e radicata attività di spaccio di sostanze stupefacenti, gestita da diversi soggetti, stranieri ed italiani. L’indagine è nata nell’autunno del 2012, quando Marsciano era stato preso di mira da un gruppo di malviventi che avevano consumato numerosi furti in abitazioni. A seguito di tali fatti, il Norm e la stazione dell'Arma di Marsciano hnno svolto specifiche attività investigative che, da un lato, hanno permesso di arrestare due cittadini albanesi, autori dei furti e dall’altro, di raccogliere elementi sull’attività di spaccio svolta da alcuni residenti di Marsciano. Il Norm ha quindi condotto una complessa e articolata indagine, che ha consentito di delineare esattamente i contorni di un vasto traffico di stupefacenti - hashish e marijuana, ma anche cocaina e droghe sintetiche, quali l’ecstasy – radicato in diversi comuni (Marsciano, Deruta, Fratta Todina e Perugia) e gestito da varie persone che operavano autonomamente o in concorso tra di loro.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, il fulcro della fitta rete di spaccio è rappresentato da uno straniero il quale, servendosi di svariati pusher, riforniva a Marsciano, Fratta Todina e Deruta, numerosi assuntori. Tra i vari "cavalli" dello spacciatore figura un italiano di quarantacinque anni residente a San Venanzo che aveva un duplice compito: riscuotere, anche con le maniere forti, i pagamenti delle droghe vendute a credito e spacciare, soprattutto l’ecstasy, in alcune discoteche di Perugia. Altri pusher dello straniero, invece, oltre a effettuare lo spaccio “di strada” provvedevano nascondere, nelle proprie abitazioni, importanti partite di droga. L'uomo, inoltre, per sfuggire ad eventuali controlli si faceva accompagnare nelle trasferte connesse alla gestione dell’attività di spaccio dalla fidanzata che, in alcune circostanze, ha nascosto la droga nella propria biancheria.

Individuati anche i canali di rifornimento: un perugino di trentadue anni, gestore di un ristorante a Deruta e il cognato di 34 anni originario di Torre Annunziata, per l'hashish. La droga commercializzata dai due cognati presentava delle peculiarità: veniva confezionata a forma di “ovoletti” e chiamata in gergo “super polline” per l’elevata percentuale di principio attivo. Poi un campano di trentotto anni, residente a Perugia. Questi, benché sottoposto agli arresti domiciliari per delitti concernenti gli stupefacenti, continuava a spacciare rilevanti quantitativi di hashish. La cocaina arrivava invece da uno straniero di venticinque anni (da appurare se bulgaro o albanese): l'uomo operava con un bulgaro.

Ricostruita anche l’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Massimo Casucci, attraverso varie operazioni messe a segno: il 10 aprile 2013, a Perugia, erano stati arrestati due giovani di Foligno trovati in possesso di un involucro con oltre 100 grammi di marijuana idonea per confezionare 542 dosi; il 24 aprile 2013 a Fratta Todina un trentunenne del luogo è stato trovato in possesso di circa 230 grammi di hashish sufficiente per confezionare 1.140 dosi; il 25 maggio 2013, a Perugia, nella rete dei carabinieri era caduto lo spacciatore con 20 “ovoletti” ricevuti dai cognati. Il  30 maggio 2013 un minorenne di Marsciano era stato trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana, una bilancia di precisione e un telefono cellulare che, a seguito di accertamenti, è risultato essere stato rapinato a un altro minorenne per il mancato pagamento di una piccola quantità di droga; il 7 luglio 2013 a Perugia i carabinieri del Norm di Todi hanno bloccato il campano, cognato del ristoratore: a bordo di un’Audi con targa svizera era appena rientrato da Napoli, dove si era approvvigionato di 55 “ovoletti” di hashish. Dal “super polline” era possibile ricavare quasi 4.000 dosi.

Così in carcere sono finiti il campano di trentotto anni residente a Perugia, il ristoratore perugino e suo cognato.  Ai domiciliari il 31enne di Fratta Todina e il 45enne di San Venanzo. Con loro un italiano trentaquatrenne residente a Gubbio, un un romeno venticinquenne residente a Marsciano, un romeno ventunenne residente a Marsciano e una romena ventiseienne residente a Foligno. Obbligo di dimora nei comuni di residenza, con obbligo di permanenza domiciliare notturna, per un bulgaro trentaduenne residente a Marsciano; un bulgaro trentaduenne residente a Perugia e un italiano trentacinquenne residente a Marsciano.

Eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari che hanno portato al rinvenimento di diversi grammi di hashish e marijuana nonché vari bilancini di precisione. Per questo sono state denunciate due persone di Bastia Umbra e Marsciano. Ma l'operazione non finisce qui e al momento sono in corso le ricerche di altri spacciatori.

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