Il sottosegretario Delrio: "Sull'Ast è andata male, ma andremo avanti"

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Il sottosegretario Delrio: "Sull'Ast è andata male, ma andremo avanti"

09.10.2014 - 18:42

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"Sono reduce da una trattativa andata male alla Thyssen, ma andremo avanti. Il lavoro di squadra è importante". Così Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna istituzionale "Se l’Italia si cura, l’Italia è più Sicura" e del nuovo sito web italiasicura.governo.it, parlando della trattativa dell’Ast di Terni.

Sulla vertenza, che ha visto l'annuncio della messa in mobilità di oltre 500 dipendenti oltre all'annullamento del contratto integrativo, piovono le reazioni sindacali e politiche. "Dopo un mese di incontri, ritorna al punto di partenza la vertenza delle acciaierie di Terni. Una protervia mai vista prima sui tavoli di crisi come quella dimostrata dai tedeschi della ThyssenKrupp ha impedito la ricerca di ogni possibile soluzione. D’altra parte, l’assenza nella proposta del Governo di qualsiasi misura di politica industriale, a partire dalla riduzione dei costi dell’energia, che aiutasse a sbloccare la situazione, ha di fatto reso sterile la mediazione e ha portato all’inevitabile fallimento della trattativa". E' quanto si legge in una nota della Cgil nazionale in merito allo stato della vertenza sul futuro della Ast di Terni. "Aver accettato questo terreno di possibile mediazione da parte del Governo - prosegue la nota di corso d’Italia - si è rivelato quindi un grave errore. Se si vuole ricomporre una situazione, che così come si è determinata non può che portare ad uno scontro durissimo, si deve ripartire dai temi del piano industriale e dalle misure di risanamento e rilancio delle acciaierie". 

“La rottura della trattativa tra governo, sindacati e vertici di Tk sul destino delle acciaierie ternane è davvero quanto di più drammatico potesse accadere per Terni, per l’Umbria e per il futuro di centinaia di lavoratori e di famiglie”. Così, in una nota, il segretario del Pd dell’Umbria Giacomo Leonelli. “Ora l’auspicio – continua il segretario - è che si ritrovi al più presto la strada del dialogo. La proposta del governo è ancora sul tavolo e rappresenta un valido punto di ripartenza”.

Chiari anche i grillini, che pendono posizione con il gruppo consiliare Terni 5 Stelle, i parlamentari Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella e Stefano Lucidi e l'eurodeputata Laura Agea: "Riteniamo doveroso che il futuro di questa vicenda passi ancora per Terni e che la decisione finale venga presa al termine di una nuova fase di concertazione. Prima che inizi la giostra dello scaricabarile, Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Terni devono chiedere al loro vertice politico di bloccare ogni azione riguardante il sito ternano. I sindacati devono invece adoperarsi per definire un piano di ottimizzazione aziendale in sinergia con gli operai e i tecnici".

Durissimi il segretario nazionale dell’Idv Ignazio Messina e il responsabile del laboratorio lavoro, Maurizio Zipponi. “Ricordate il dicembre 2007 a Torino? Sette operai furono uccisi nella fabbrica Thyssenkrupp i cui dirigenti furono poi condannati per omicidio. La Thyssenkrupp controlla anche le Acciaierie di Terni, la cui proprietà ha rotto, presso il ministero dello Sviluppo economico, le trattative sul futuro dell’azienda, usando il ricatto di 550 licenziamenti se tutti i lavoratori non avessero accettato una riduzione drastica dei propri diritti. Per Italia dei Valori è evidente che chi ha quel peso sulla coscienza, generato da ciò che è accaduto a Torino, non può ricattare i lavoratori, il governo e il sindacato italiano".

Intervento anche del capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Damiano Stufara: "La città di Terni si trova di fronte a uno scenario drammatico, determinato dalla volontà da parte di Thyssen-Krupp di porre la parola fine a 130 anni di siderurgia ternana e dall'incapacità del Governo nazionale di contrastarla. E' necessaria una mobilitazione per imporre ai decisori politici l'adozione dei necessari interventi straordinari” e il “pieno sostegno ad ogni iniziativa che i lavoratori assumeranno”.

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