La Ternana risorge con Palombi e Palumbo

CALCIO SERIE B

La Ternana risorge con Palombi e Palumbo

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Nel segno di Palombi. Fortemente nel segno del bomberino scuola Lazio che giornata dopo giornata si va confermando decisivo nello scacchiere tattico di Benny Carbone. Bastano pochi numeri, nudi e crudi. Tre reti in quattro gare più un assist e un rigore procurato. Merita la copertina il baby che nelle giovanili biancocelesti ha fatto sfraceli di reti e oggi vuole confermarsi nel calcio che conta. La merita anche per via di quella esuberanza tipica giovanile che ama dire le cose come stanno senza tanti giri di parole: “Voglio andare in doppia cifra...”. Lo ha dichiarato al termine della sfida con il Brescia senza alcun timore. Abituato a segnare in tutti i campionati giovanili non ha remore a voler continuare nei tornei maggiori, a partire da Terni vista come un trampolino di lancio. Nonostante le possibili e prevedibili difficoltà che da qui in avanti potrebbe incontrare. Perché l’effetto sorpresa è terminato e la soglia di attenzione dei prossimi avversari sarà massima nei confronti di chi, appena entra in area, male che vada crea scompiglio. Manna dal cielo per Carbone che, a un certo punto, con la squadra in difficoltà di risultati e classifica e La Gumina fuori per infortunio, se l’era vista davvero brutta. E invece è spuntato dal cilindro rossoverde questo ragazzotto che, per la verità, di gol ne aveva già fatto uno in Coppa Italia. Come dire, un primo segnale. Poco raccolto in quel momento, come ammesso con grande onestà dallo stesso Carbone. Che, oggi, ha trovato invece l’oro in fondo al pozzo di casa. Perché una volta risolto il problema tattico di Avenatti con la presenza di un attaccante al suo fianco capace di aggredire la profondità liberando l’uruguaiano anche in ripiegamenti a centrocampo,  ecco che l’assenza forzata di La Gumina poteva costare caro all’impianto di gioco rossoverde. Problema risolto alla radice con l’esplosione sorprendente quanto gradita di baby Palombi, fiuto del gol da vendere, micidiale come pochi sotto rete, straordinari capacità di vedere la porta anche da posizione defilata, precisione assoluta nella conclusione. Dice di ispirarsi a Immobile,ma in area...è un autentico fulmine. E le buone notizie per Carbone non finiscono qui. Nella vittoria con il Brescia che frutta il punto numero 7 in 3 gare e consente alle Fere di uscire dalla zona play out, eccoti pure un’altra soluzione tattica che merita di essere confermata. Quella che promuove Palumbo in cabina di regia, play maker rossoverde, a lungo signore del centrocampo dove le rondinelle patiscono le sventagliate ad aprire sulle fasce del napoletano che non ha disdegnato nemmeno la conclusione a rete. E poi c’è la riconquistata solidità difensiva (1 gol al passivo in 3 gare) dopo le 7 incassate tra Novara, Benevento e Salernitana. Direte, con il Brescia i 3 punti ci potevano stare. Con le rondinelle reduci da 4 ko esterni consecutivi, la difesa più battuta del torneo e qualche cartellino di troppo nelle ultime giornate. Già, ma proprio per questo più che mai decise a invertire la rotta, anche in virtù di un potenziale qualitativo niente male. Con Brocchi che, però, tiene fuori a sorpresa il talento di Morosini probabilmente alla ricerca di quegli “equilibri esterni” ancora assenti in casa lombarda. Ecco, quindi, l’inedito 4-3-3. Che all’alba del match sembra poter dare anche buone risposte (il doppio palo in 16’ salva la Ternana) con qualche incursione dalla parti di Aresti. Ma il vantaggio rossoverde scompiglia le carte a Brocchi costretto a tornare sui suoi passi fino al tambureggiante assalto finale fatto più di nervi che di sostanza. Vince la Ternana che ora guarda al futuro con maggiore fiducia anche se a Carpi non avrà Masi e Defendi. Servirà una prestazione stile Matusa...

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