Spoleto, l'area dei pozzi inquinati si sta allargando

Spoleto, l'area dei pozzi inquinati si sta allargando

La contaminazione è arrivata fino a Pontebari. Proseguono le rilevazioni dell'Arpa e si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini. 

27.07.2012 - 11:32

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I risultati non sono ancora stati presentati formalmente alle autorità competenti ma quel che certo è che la contaminazione delle acque sotterranee si è estesa fino a Pontebari, interessando nuovi pozzi. L'inquinante è sempre lo stesso, il tetracloroetilene (Pce), un solvente che, a quanto pare, qualcuno deve avere sversato impropriamente in due diversi, seppur prossimi, punti della città.
Su 43 pozzi l'allerta è già scattata nelle scorse settimane, quando un'ordinanza ha vietato l'uso (anche per l'irrigazione) in un'area di circa un chilometro quadrato, da via XXV aprile a viale Marconi, da piazza D'Ami a viale Trento e Trieste. I campanelli d'allarme sono suonati tra la cittadinanza e l'attenzione si è alzata. Tant'è che nelle ultime tre settimane i tecnici dell'Arpa sarebbero stati subissati di segnalazioni su possibili e potenziali responsabili. Dietro la cornetta diversi cittadini che hanno informato le autorità su comportamenti e pratiche, a loro avviso, sospetti. E qualcosa potrebbe essere uscito fuori. Scremato il grosso, a quanto pare, su almeno tre o quattro segnalazioni si è deciso di intervenire con i campionamenti, insomma per verificare le ipotesi suggerite dai cittadini-vigilantes. Di più. Anche gli uomini della Forestale hanno intensificato i controlli e sono scattate denunce per quattro titolari di lavanderie (con conseguenze sequestro degli scarichi non a norma).
Da una parte, quindi, proseguiranno i rilievi utili alla definizione delle aree della città in cui le acque continuano a registrare livelli di Pce superiore ai limiti imposti dalla normativa, dall'altra, invece, gli accertamenti per individuare le due sorgenti di contaminazione potrebbero registrare un cambiato passo. Nel frattempo, ad inizio settimana i tecnici dovrebbero illustrare una nuova relazione, coni risultati delle analisi che saranno completate oggi, alle autorità competenti, Asl e Comune in testa. Poi si vedrà se scatteranno ulteriori divieti attraverso l'aggiornamento dell'ordinanza già emanata.
Nel quartiere generale dell'Arpa le bocche restano cucite. Quello che si lascia intendere è che l'attività di indagine che da viale Marconi si è allungata fino a Pontebari potrebbe estendersi in altre zone. Una terza tranche di campionamenti sembra destinata a prendere il via nelle prossime ore e la speranza è che allargando la zona i livelli di Pce scendano progressivamente fino a rientrare nei limiti. Un risultato in un certo senso inevitabile. Man mano che le acque si allontanano dalle sorgenti di contaminazione e si mescolano con altre sane, gli inquinanti, è logico, tendono a disperdersi. Insomma, è probabile che non sarà necessaria una quarta tranche di prelievi per circoscrivere la zona della città interessata. Mentre sarà tutto da capire l'esito dei campionamenti che nei prossimi giorni saranno eseguite per verificare le segnalazioni dei cittadini.

Chiara Fabrizi

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