Legambiente boccia il Lago di Piediluco

Legambiente boccia il Lago di Piediluco

La fonte di inquinamento proviene dai nutrienti degli impianti di troticolture che arrivano attraverso il canale del Medio Nera e dagli scarichi civili e le attività agricole della valle del Velino

03.02.2013 - 16:12

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Giudizio negativo di Legambiente  sullo stato di salute del  lago di Piediluco. La seconda  giornata della tappa umbra  della Goletta dei Laghi si è  aperta con l'escursione sul lago  di Piediluco.  Con l'uscita in barca, l'equipaggio  della Goletta dei Laghi  di Legambiente, la campagna  per la valorizzazione  dei maggiori bacini lacustri  realizzata con il contributo  del COOU (Consorzio obbligatorio  oli usati), ha voluto  sottolineare l'importanza dell'ecosistema  lacustre ed evidenziare  le problematiche  che pesano su questo lago.
L'eutrofizzazione, infatti, da  anni è una delle maggiori minacce  per il lago di Piediluco.  La causa principale è il carico  di nutrienti provenienti dai  numerosi impianti di troticolture  presenti nell'Alta Valnerina  e che arrivano al lago  attraverso il canale del Medio  Nera. L'altra fonte di inquinamento  gli scarichi civili e le  attività agricole della valle del  Velino. Vale la pena ricordare  che le acque di Piediluco sono  ritornate balneabili dopo  molti anni nell'estate del  2008 e soltanto grazie al decreto  legislativo 94/2007 che  non valuta il parametro ossigeno disciolto  ai fini dell'attribuzione  dell'idoneità alla balneazione  e il decreto legislativo  del 31 marzo 2010 che ha  alzato i limiti di legge degli inquinanti.  Anche la pesca solo  recentemente è stata riaperta  ad alcune specie.  "Anche quest'anno torniamo a Piediluco ma la  situazione  non cambia – dichiara  Alessandra Paciotto, presidente  di Legambiente Umbria  –. Ancora non si è intervenuti  in modo efficace sui carichi  inquinanti per renderli  compatibili con le capacità di  autodepurazione del lago. In  mancanza di interventi di abbattimento  e contenimento  dei carichi inquinanti la situazione  rimane grave, con il rischio  di compromettere irreversibilmente  la vita acquatica.  E questo è un problema  non solo per la perdita di biodiversità,  ma anche per tutta  l'economia locale, a cominciare  dalla pesca professionale  che andrebbe invece rilanciata  incentivando l'ingresso  di giovani pescatori e per il turismo che  deve essere ripensato  per portare benefici diffusi  a tutti gli operatori grandi e  piccoli".  L'area di Piediluco – sottolinea Legambiente  - è una area  di grande pregio naturalistico  e paesaggistico, tanto che  vi insistono ben tre siti di protezione  ambientale: il sito di  interesse comunitario Lago  di Piediluco Monte Caperno  (SIC IT 5220018), la zona di  protezione speciale Lago di  Piediluco Monte Maro (ZPS  IT5220026) e la zona di elevata  diversità floristica-vegetazionale.  Nonostante questo quando  la Regione nel 1995 haistituito  il Parco Fluviale del Nera  il lago di Piediluco è rimasto  fuori dalla perimetrazione.

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