Festival dei due mondi, Ferrara: "L'anno prossimo partiamo da New York"

Festival dei due mondi, Ferrara: "L'anno prossimo partiamo da New York"

Il direttore artistico chiude l'edizione con 35mila presenze, il sogno di Totti e la promessa di non sovrapporsi a Umbria Jazz

16.07.2012 - 11:55

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SPOLETO - “Il Festival è volato via più velocemente degli anni passati”. Il sindaco Daniele Benedetti saluta commosso un’edizione di cui nessuno sembra aver sentito il peso nonostante la crisi. A parte qualche sparata grossa di Sgarbi e alcuni problemi tecnici segnalati dalle compagnie ospiti, venti giorni sono filati lisci e pure il tempo ha giocato a favore. “Tutto è andato molto bene” commenta il direttore artistico Giorgio Ferrara alla conferenza finale al teatro Nuovo.

Numeri Dopo un 2011 d’oro, il Due Mondi mantiene quest’anno le posizioni raggiunte e confermai suoi numeri a 35mila presenze, con un incasso di 650mila euro e i teatri pieni per una media dell’80%. Da aggiungere, 200 addetti alla manifestazione di cui il 70% giovani provenienti dal territorio.“Sono cifre da leggere soprattutto alla luce di una crisi che evidenzia a livello nazionale una forte contrazione nelle sponsorizzazioni culturali - precisa Ferrara -, perciò sono senz’altro ancora più soddisfacenti”. Ad arginare le difficoltà del “momentaccio” sono state - sempre secondo il direttore artistico -una politica dei prezzi attenta, le promozioni che hanno visto grande partecipazione da parte degli operatori locali (700 gli albergatori e proprietari delle strutture ricettive della zona che hanno stretto una collaborazione) e tutte quelle iniziative che il marketing del festival ha fatto partire già a metà anno. Con il budget assicurato per il 60% dal Ministero che conferma ogni anno di credere nel Festival e lo considera un riferimento dell’offerta culturale del Paese, e per il 30% coperto dagli sponsor nazionali e internazionali, per un totale di 60 aziende.

Collaborazioni Il Due Mondi nel segno della Russia fa calare il sipario su un’edizione che, dopo gli anni del rilancio, segna l’inizio di una fase di consolidamento in cui il festival dovrà essere “sempre più luogo speciale dove produrre cose uniche - ribadisce Ferrara -, in cui trovare ospiti internazionali e partecipazioni prestigiose”. Confermate quindi le collaborazioni importanti con la Fondazione Corriere della Sera, la Siae, Associazione Paolo e Torre, il Senza Fontiere e il Centro sperimentale di Cinematografia; stretti quest’anno nuovi legami molto promettenti con il Pontificio Collegio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che ha curato la sezione “prediche” molto seguita e da potenziare; Aleteia Comunication che ha prodotto per il festival il format “Istinto di conversazione” anche questo con buoni risultati e con il Conservatorio di musica Francesco Morlacchi di Perugia che Ferrara cita tra le chicche dell’anno: “Con il Conservatorio il festival ha ritrovato l’allegria nelle strade della città e nelle piazze, do dunque per certa una collaborazione futura”. Più evasivo, comunque positivo, è il commento sul rapporto con il fringe: “Noi facciamo il nostro festival, loro continueranno a fare il loro fringe come avviene a Edimburgo dove la manifestazione ufficiale convive pacificamente con tutto quanto gira intorno”. Parole di elogio non mancano alla mostra di Marziani e un “no comment” va a Sgarbi: “Lui fa il suo lavoro, io il mio. Non abbiamo nulla in comune né niente da dirci”. Cariche Rispetto al rinnovo della carica di direttore artistico per altri cinque anni e quindi all’opportunità di una programmazione di lungo periodo, Ferrara precisa: “Il festival si è sempre programmato benissimo, certo è una struttura molto particolare che non permette di lavorarci tutto l’anno in loco e io sono da solo ad andare in giro a vedere gli spettacoli, non ho certo lo staff di Marco Müller (attualmente direttore artistico del Festival del film di Roma ndr). Ma alla fine tutto torna e riusciamo sempre a sorprendere”. Solo ipotesi, invece, sul nome che governerà la Fondazione Due Mondi: tra i rumors spunta quello di Carla Fendi, la grande benefattrice del festival e signora del teatro Caio Melisso.

Sogni e voli Nessuna anticipazione sulle date. E al contrario di quanto fa mister Pagnotta per Uj (dal 5 al 14 luglio 2013), Ferrara ci va cauto: “Non posso dire nulla in proposito, mi devo confrontare con la programmazione regionale”. Quindi un sogno da realizzare: “Vorrei Totti a recitare poesie in romanesco” e una data da segnare in calendario: 30 ottobre 2012. Un giorno importante per il Due Mondi perché sarà presentato e omaggiato alla Carnegie Hall di New York con una serata dedicata tutta a Spoleto e la presentazione del docufilm su “Amelia al ballo”. Per l’occasione saranno anche rese ufficiali le prime novità sull’edizione 2013.

Verso Uj Le ultime parole di Ferrara sono dette a margine dell’incontro e vanno a quanti ieri sera si sono divisi tra il concerto in piazza Duomo e Sting all’arena Santa Giuliana di Perugia. Come dire, Due Mondi verso Umbria jazz: “Pagnotta non ha voluto far iniziare il concerto alle ore 10 - rileva Ferrara -, ma poco male lui ha il suo sold out, noi il nostro tutto esaurito. Vuol dire che il pubblico non manca”.

Sabrina Busiri Vici

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