Imprenditore spoletino fantasma per il fisco

Titolare di una ditta edile finito nel mirino della finanza: nascosti all'erario due milioni e mezzo di euro

03.02.2013 - 16:17

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SPOLETO - All'ombra di una fitta rete di conti correnti è riuscito ad emettere e riscuotere fatture per 2.5 milioni di euro senza mai annotare un centesimo nei registri contabili. È un sistema di evasione fiscale piuttosto sofisticato quello messo a punto da un imprenditore edile della città, titolare, oltre che di una ditta, anche di una società. A ricostruire la serie passaggi con cui lo spoletino, evasore totale, è riuscito a nascondere al fisco, ai fini del versamento di Irpef, Irap e Ires, i circa 2.5 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 100mila euro di Iva, sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal maggiore Luca Formica.
A dare il la all'indagine dei militari, arrivati nella sede della ditta per un'ordinaria attività di controllo, sono state proprio le anomalie riscontrate a margine della prima acquisizione di documenti tanto contabili quanto extracontabili trovati negli uffici. Dati ed elementi che gli uomini delle Fiamme gialle hanno immediato verificato con i clienti dell'imprenditore. Una serie di controlli mirati ed incrociati che non hanno fatto altro che confermare i sospetti degli uomini del maggiore Formica che, in tempi rapidi, hanno individuato quei 2.5 milioni di euro di fatture regolarmente emesse ma mai annotate nella contabilità della ditta.
La corposa documentazione bancaria acquisita direttamente dagli istituti di credito e dagli operatori finanziari oltre ad avvalorare l'ipotesi dei militari ha anche permesso di accendere i riflettori sull'ultimo passaggio del sistema di evasione adottato dall'imprenditore. Per riscuotere le fatture nascoste al fisco, lo spoletino utilizzava una fitta rete di conti correnti bancari sui quali venivano versati i pagamenti delle fatture non registrate. Conti che, però, i militari non riconducono esclusivamente all'imprenditore, ma anche ad altre due persone a lui molto vicine.
L'uomo è stato quindi segnalato all'autorità giudiziaria per omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, in attesa che l'Agenzia delle entrate accerti le contestazioni mossegli dalla Guardia di finanza. Contestualmente le Fiamme gialle hanno proposto, in via cautelare, il sequestro di beni intestati all'imprenditore per un valore equivalente a quello evaso al fine di garantire, è evidente, il credito vantato dallo Stato.

Chiara Fabrizi

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