Jazz, Pagnotta a Franceschini: “Non vogliamo l’elemosina”

PERUGIA

Jazz, Pagnotta a Franceschini: “Non vogliamo l’elemosina”

21.07.2014 - 10:35

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Mezzo milione di euro. Il jazz italiano riparte da qui. Vale a dire dai soldi promessi dal ministro della Cultura Dario Franceschini poco più di un mese fa. Non molti soldi, onestamente, ma sempre meglio di niente. Delle prospettive del nostro movimento jazzistico si è discusso ieri in una tavola rotonda convocata alla Sala Podiani di Palazzo dei Priori. Stati generali del jazz, li hanno chiamati. Presenti musicisti (come Paolo Fresu), promoter, giornalisti, produttori. “L’elemosina, caro ministro, noi non la vogliamo”, ha detto Carlo Pagnotta tornando a sedersi in platea dopo il saluto iniziale di rito. Ma agli altri, quest’apertura di Franceschini, in generale non è dispiaciuta. “Aver avviato un dialogo con la massima istituzione culturale italiana”, ha spiegato il presidente di i-Jazz - associazione che mette insieme una quarantina di promoter italiani - Gianni Pini “è un fatto nuovo e molto importante. Certo, i numeri al momento sono avvilenti”. Le cose devono cambiare, insomma. La pensa così anche la cantante Ada Montellanico, presidente di MIdJ, associazione dei jazzisti italiani: “Servono più risorse dallo Stato, ma anche idee migliori”. Gli spazi, d’altronde, sono sempre più risicati. Meno investimenti, meno locali, meno iniziative. Battista Tofoni, general manager di Ejn, consorzio che riunisce quasi cento manifestazioni jazzistiche in tutta Europa, ha snocciolato altri dati impietosi: “A livello continentale i contributi pubblici per il jazz sono molto maggiori rispetto all’Italia. Soprattutto in Nord Europa”. Spesi soprattutto per residenze e per promuovere musicisti autoctoni all’estero. Quindi? Mezzo milione d'’euro è poco più di niente, però può essere un segnale. Anche perché nei prossimi mesi il Parlamento rimetterà mano alla normativa sulla produzione musicale e sulle rappresentazioni dal vivo. Il jazz deve fare la propria parte. Accantonando qualche litigiosità di troppo, fanno capire i relatori, e tirando fuori qualche idea lungimirante.

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