Caso Di Bacco, l'opposizione non ci sta "È una vergogna, non ci rappresenta"

Caso Di Bacco, l'opposizione non ci sta "È una vergogna, non ci rappresenta"

L'ex Pdl vicepresidente del consiglio: "Lui ha votato il bilancio e Puc 1 e la maggioranza... lo ha eletto"

13.12.2012 - 13:11

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Non ci stanno le minoranze che dopo l’elezione di Pasquale Di Bacco a vice presidente del consiglio comunale tornano a sottolineare l’atteggiamento di prevaricazione tenuto dalla maggioranza nei loro confronti. Le opposizioni avevano indicato Luigi Girlanda (Pdl) come loro candidato, spetta infatti, per consuetudine, alle minoranze scegliere uno dei due vicepresidenti. Dopo le dimissioni di Nicola Aloia (eletto nel Pdl, passato al Gruppo misto e quindi entrato nei Socialisti) in carica come vicepresidente era rimasto infatti solo Giuseppe Brunelli (Socialisti), necessario quindi eleggere uno dei consiglieri in rappresentanza delle minoranze. Di Bacco, eletto nel Pdl poi passato al Gruppo misto, è stato però di fatto scelto, nella seduta del 26 novembre, dalla coalizione di centrosinistra (11 voti), dato che le minoranze hanno votato per Girlanda (8 voti).

“Dal punto di vista politico afferma Luigi Girlanda (Pdl) - è un atto criminale, sono state violate le più basilari regole a tutela democratica della minoranza. Non è possibile non mettere in relazione il fatto che Di Bacco ha votato il Puc 1 e gli assestamenti di bilancio e che poi subito dopo si sia deciso di interpretare diversamente il regolamento permettendogli di venire eletto con gli esclusivi voti della maggioranza. O si pone rimedio o non resta altra soluzione che appellarsi ad un giudice terzo che stabilisca se l’elezione di Di Bacco sia legittima”.

“Non ci rappresenta e l’indicazione da noi data è stata completamente disattesa - commenta Giovanni Vantaggi (Un’altra Gubbio) - Di Bacco dice di essere in minoranza, ma nei fatti sostiene la maggioranza. Nei nostri confronti è stato compiuto un atto di forza, la maggioranza avrebbe potuto votare scheda bianca e lasciare a noi la scelta”.

“Questa maggioranza gioca con le istituzioni - afferma Graziano Cappannelli (Idv) - quello che è stato compiuto è stato un atto di forza e penso sia stata applicata una dittatura della maggioranza, proprio dal Pd che si definisce appunto ‘democratico’. Credo farebbe bene a dimettersi tutto l’ufficio di presidenza, la cui elezione è avvenuta durante la seconda seduta del consiglio e non durante la prima come invece stabilito dal regolamento. In ogni caso va annullata la delibera del consiglio comunale che ha portato all’elezione di Di Bacco, in quanto illegittima. Per designare i due vicepresidenti bisogna infatti procedere ad una elezione contemporanea, quindi è da ritenersi decaduta anche l’elezione dell’altro vicepresidente (Brunelli)”.

“Un atto vergognoso e che appare incomprensibile - afferma Lucio Lupini (Gubbio per noi) - Di Bacco dice di essere in minoranza, ma è così organico alla maggioranza tanto da aver votato questioni fondamentali come quelle in materia di bilancio e anche il Puc 1. Si è verificata una mancanza di rispetto, è stata una forzatura da parte di una maggioranza dimostratasi rozza e politicamente arretrata”.

Lapidario sulla vicenda pure il consigliere Udc Mattia Martinelli: “Sono francamente senza parole e credo che sia emblematico l’appello lanciato da Sarli, membro peraltro della stessa maggioranza, che ha chiesto a Di Bacco di dimettersi - ha spiegato - in questo modo è stata schernita la democrazia”.

Duro il capogruppo di “Gubbio comunista resiste” Antonella Stocchi: “La maggioranza ha mancato di rispetto all’intero consiglio comunale e alle regole della democrazia - ha affermato - ha dimostrato per l’ennesima volta l’arroganza dei numeri. Fossi in Di Bacco raccoglierei l’invito di Sarli e mi dimetterei subito. Senza dimenticare che c’è stata un’interpretazione ‘ad personam’ del regolamento: il 19 novembre per l’elezione valeva la maggioranza dei due terzi e a Luigi Girlanda non sono bastati 11 voti, la settimana seguente è stato sufficiente il numero più alto di preferenze. Si è trattato di un vizio di forma, ma in questo caso la forma è sostanza”.

Sulla questione molto chiaro è Carlo Pierotti (Gubbio Partecipa): “Di Bacco ha votato gli equilibri di bilancio insieme con la maggioranza - sottolinea - l’ortica certo puoi anche chiamarla basilico, ma ‘picca’! Di Bacco è in minoranza, ma vota con la maggioranza. Avevamo trovato un criterio il vicepresidente sarebbe stato quello appartenente al gruppo più numeroso, Gubbio comunista resiste si è fatta da parte, Luigi Girlanda per il Pdl ha dato la sua disponibilità e per noi era sinonimo di garanzia per la minoranza. Invece abbiamo assistito ad una prova di arroganza e a mio parere sinonimo di debolezza della maggioranza.

servizio a cura di Roberto Minelli e Anna Maria Minelli

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