Nuova sede per gli uffici comunali, si pensa a palazzo Fabiani

Nuova sede per gli uffici comunali, si pensa a palazzo Fabiani

Il trasferimento è uno degli effetti della permuta dell'edificio delle ex Orfanelle, vendita inserita all'interno della vicenda del Puc 1

01.12.2012 - 19:57

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Gli uffici comunali, attualmente residenti nel palazzo delle ex Orfanelle, potrebbero essere trasferiti a Palazzo Fabiani, nei pressi dell’ex lanificio, sempre in via XX Settembre. Quest’ultimo è infatti l’oggetto della permuta tramite la quale il Comune vorrebbe effettuare la conclusione dei lavori relativi al Puc 1 di San Pietro e al cantiere dell’ex palestra. Questione che ha visto in occasione del consiglio comunale dello scorso 26 novembre l’approvazione a maggioranza della proposta della giunta, che prevede la transazione tra l’Ente e l’ex ditta esecutrice dei lavori, attraverso cui il Comune si riapproprierà dell’immobile. Resta tuttavia aperta la questione legata all’ultimazione dell’intervento, le cui spese sono a carico dell’amministrazione; circa 3milioni di euro il costo, che però la giunta – come sottolineato più volte – vorrebbe evitare di tirar fuori attraverso la permuta appunto del Palazzo delle Orfanelle al soggetto eventualmente interessato, che si impegnerebbe appunto a terminare il cantiere del Puc 1 di San Pietro. Tra le ipotesi per il futuro degli uffici comunali ora presenti in via XX Settembre rimane valida quella del trasferimento nei locali dell’ex Lumsa, nel quartiere di San Martino, idea già emersa negli scorsi mesi. Il nodo comunque non è di facile soluzione, con i Socialisti, uno degli alleati per il momento meno “turbolenti” del sindaco Diego Guerrini, che nei giorni scorsi hanno proposto il recupero delle stanze dell’edificio dell’ex seminario in funzione universitaria. Da qui probabilmente è nata l’ipotesi alternativa di Palazzo Fabiani, sempre in via XX Settembre, come nuova sede per gli uffici comunali ora alle Orfanelle. La sensazione dunque è che il passo avvenuto in consiglio sia soltanto il primo di un percorso ancora pieno di ostacoli. Fli Sulla questione è intervenuta pure Futuro e Libertà, tramite il vice coordinatore regionale Stefano Pascolini e Francesco Dominici, componente dello stesso coordinamento: “L’operazione della giunta comunale ci sembra più un azzardo (svendere un palazzo storico nella speranza di trovare un compratore) che un’operazione ragionata per la collettività – si chiedono gli esponenti Fli –. Il problema resta comunque urgente: se i lavori non verranno terminati, il Comune di Gubbio dovrà restituire i fondi europei ricevuti per realizzare l’opera, 3,9 milioni di euro. Il nostro desiderio è che venga evitato un disastro finanziario per l’intera città”.

Roberto Minelli

 

 

 

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