Perugia capitale, dal forum: "Occasione irripetibile"

UMBRIA

Perugia capitale, dal forum: "Occasione irripetibile"

12.09.2014 - 10:31

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E’ il momento di conoscere e gli strumenti ci sono tutti: il dossier di candidatura, ovvero quelle 114 fatidiche pagine che dovranno convincere la commissione (6 membri italiani e 6 stranieri) che il progetto migliore ed il più appropriato per diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019 proviene dall’Umbria non è più un segreto, è di dominio pubblico: si può scaricare dal sito e fra pochi giorni sarà anche in edicola a disposizione di chi vuole sapere nei dettagli il programma culturale, i soggetti coinvolti, i finanziamenti e le infrastrutture in parte già realizzate e in parte da realizzare ex novo, come il recupero dell’ex carcere di Piazza Partigiani oppure quello del Cinema Turreno. Degli altri cinque competitors solo Matera ha fatto altrettanto; Ravenna, Lecce, Cagliari, Siena sono per ora chiuse a riccio, non è quindi possibile fare comparazioni. Neanche sull’ammontare dei costi per la parte artistica e per quella strutturale messe in pista dalle varie città. “E’ una questione di metodo” ha precisato il presidente della Fondazione Bruno Bracalente nel corso del Forum organizzato a via Mazzini a testate giornalistiche congiunte, insieme al direttore artistico Arnaldo Colasanti e al direttore organizzativo Lucio Argano. “Ognuno sceglie la propria strategia, noi abbiamo optato per la massima trasparenza, per mantenere forte il rapporto tra noi e l’opinione pubblica”. Trasparenza vuol dire partecipazione ed il coinvolgimento della città e dei cittadini è uno dei punti a cui la stessa commissione tiene moltissimo. Lo si evince dalla prima domanda in assoluto del formulario europeo: “Perché la città desidera partecipare alla competizione?”. La risposta è a pagina 5 e fa venire i brividi, vista così, scritta nero su bianco. “Perché la città è angosciata” viene detto “Non ha più uno slancio creativo. Perché il suo centro storico è passato da 25.000 residenti a 10.000. Perché è una città in difficoltà, in declino, una città vittima e insieme stereotipo dei suoi nuovi allarmi”. Un quadro decisamente cupo, al limite del catastrofismo ma che, se sovradimensionato o no, dovrebbe far capire ai commissari quanto sia vitale per Perugia “fare una nuova semina”, “Seeding Change”, questo lo slogan, per dare una svolta decisiva alla città e al futuro degli abitanti, soprattutto quelli che nel 2019 staranno entrando nell’età adulta. “Perugia ne ha una estrema necessità. Il titolo è uno strumento di riscatto. Ha un forte bisogno di cambiamento, noi non dobbiamo puntare sulle sue ‘bellezze’ del passato ma sulla sua vita futura” ha aggiunto il Presidente. “Uno dei nostri punti di forza sarà il monitoraggio e la valutazione di quanto abbiamo fatto e di quanto faremo, per misurare gli effetti di ogni singola parte del progetto. Un altro sarà proprio la Fondazione, altri non l’hanno fatta, che è il potente motore di questa candidatura perché ha mobilitato soggetti mai stati volentieri insieme proprio intorno alla voglia di cambiamento”. Bracalente ha anche ammesso che all’inizio la candidatura è stata sentita poco dai perugini e dagli umbri, a differenza degli abitanti di Matera. Ma ora le cose sono cambiate. E’ stato fatto un sondaggio su circa 1.000 abitanti e il 75% degli intervistati ha detto di conoscere il progetto e lo considerano una cosa importante. “Gli umori sono decisamente cambiati dopo l’ingresso nella short list” ha aggiunto Lucio Argano direttore organizzativo, “Certo non è stato facile perché anche negli operatori culturali ed economici la prospettiva del 2019 è lunga e lontana: ‘chissà se saremo ancora vivi’ ci ha risposto qualcuno”. “Per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini” ha precisato Colasanti “abbiamo lavorato non sulla sommatoria di consensi ma sulla consapevolezza di una comunità dell’urgenza di un cambiamento di rotta. E sulla difficoltà di abbattere i muri che evitano la crescita”.

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