Sanità in Umbria, si cambia: a Narni e Assisi non si nascerà più

Sanità in Umbria, si cambia: a Narni e Assisi non si nascerà più

Indiscrezioni sulla riorganizzazione. Nuovo polo di chirurgia pediatrica nella città serafica e di ortopedia a Pantalla

06.04.2013 - 18:30

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Un polo di chirurgia pediatrica ad Assisi (che perderà il punto nascita) e uno più strutturato di ortopedia a Pantalla. Sono due pezzi del complesso puzzle di riorganizzazione dei servizi su cui sta lavorando alacremente la direzione regionale della sanità. Pur chiudendo i conti del2012in sostanziale equilibrio, quest’anno il comparto dovrà fare i conti con i tagli del governo. In Umbria arriverà l’1,20 per cento in meno di risorse. Sembrano solo briciole, invece si tratta di ben venti milioni di euro. Il confronto tra il direttore regionale Emilio Duca e i quattro responsabili delle Aziende è pressoché quotidiano e anche in assenza di notizie ufficiali e ufficiose, trapelano indiscrezioni su quello che sembra essere il piano di lavoro e sui primi provvedimenti.

Taglio punti nascita.
Entro il 2013 ne dovranno essere chiusi due. Pare ormai scontato che la scelta cadrà su quelli di Narni e di Assisi. Il primo caso sembra più complicato perché al momento la struttura di Terni non è ancora in grado di assorbire tutto il lavoro di quella narnese. Meno complessa la situazione di Assisi, visto che i parti che gestisce potrebbero essere divisi tra Perugia e Foligno. La Regione vuole fare in fretta. L’obiettivo è stilare un cronoprogramma entro l’inizio dell’estate e provvedere nei mesi successivi alla chiusura

Chirurgia pediatrica.
Assisi perderà il punto nascita ma- sempre se le indiscrezioni troveranno conferma - guadagnerà un polo di chirurgia pediatrica. Sarà la stessa equipe del Santa Maria della Misericordia di Perugia ad“allungarsi” nella vicina struttura assisana per tutti quei piccoli interventi che non necessitano di essere effettuati in un ospedale per acuti come quello del capoluogo. Sono diversi gli obiettivi da centrare: decongestionare il Santa Maria e al tempo stesso cercare di accorciare le liste di attesa e di conseguenza limitare la mobilità passiva. Ma anche assegnare una nuova mission alla struttura sanitaria di quella che è considerata la città umbra più conosciuta nel mondo

Ortopedia.
Progetto fotocopia per Pantalla. In questo caso, però, il reparto sarebbe quello di ortopedia. Arricchendo la struttura perugina di qualche unità, si vuole garantire la presenza e la piena operatività della stessa anche nell’ospedale della Media Valle del Tevere. E’ chiaro che diventerebbe un punto di riferimento per i pazienti della zona, anche in questo caso facendo respirare il reparto di Perugia

Delocalizzare. Il termine non è appropriato, ma rende l’idea. Questi primi interventi dovrebbero consentire di “spalmare” sul territorio una parte del lavoro degli ospedali primari, dare vocazioni specifiche alle strutture periferiche, diminuendo le attese. Senza gravare sul bilancio e razionalizzando i costi. Fino ad arrivare a risparmiare quei venti milioni di cui l’Umbria da quest’anno non può più disporre.

A cura di Giuseppe Silvestri

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