Riassetto della sanità umbra: per ora verranno chiusi i punti nascita di Narni e Assisi

Riassetto della sanità umbra: per ora verranno chiusi i punti nascita di Narni e Assisi

Lunedì 30 la giunta regionale preadotterà il documento di riordino. Le strutture dovrebbero essere soppresse nel 2013. Salvo il Lago, tagliati quasi 20 ambulatori per i vaccini

03.02.2013 - 16:11

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Via due punti nascita, entro il 2013. Narni e Assisi. Si salva il Lago, per ora. Nel documento di riassetto della sanità che verrà preadottato lunedì prossimo (30 luglio) non ci sono "nomi". Testuale, si dà mandato ai direttori delle aziende sanitarie ad attuare un piano operativo che preveda strutture con un numero parti annui non inferiore a 500, con un parametrato "flusso di utenza", una consona condizione orografica (viabilità, logistica e vicinanza ad altri punti nascita) nonché "il possesso da parte delle strutture di requisiti ottimali sul fronte degli standard strutturali organizzativi e tecnologici".
Se il primo requisito ne farebbe fuori sette (sotto le 500 nascite ci sono tutti tranne Perugia, Terni, Foligno e Castello), con gli altri la cerchia si restringe a tre-quattro. Di cui due da attuare subito (Narni e Assisi),uno da rinviare al biennio a venire (Trasimeno) e il quarto (Pantalla) da scartare perché in prospettiva dovrebbe crescere e essere "in regola". Qui la tecnica lascia il posto alla politica. Il taglio di Assisi verrebbe compensato con l'assegnazione di una serie di specialità- eccellenza in uscita da Perugia per accorciare le liste d'attesa così da far digerire la pillola amara alla comunità. Per Narni il boccone amaro si ingoglia meglio visto che si farà l'ospedale unico. Per il Lago, all'opposto, proprio l'annunciato diniego al nosocomio onnicomprensivo, la soppressione di ostetricia e ginecologia verrà rimandata. Non mancherà nell'atto di giunta una "nostra piccola spending review", come la chiama l'assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni: da 58 a 40 punti erogazione vaccini e accorpamenti vari per le 18 diconsi 18 chirurgie generali sparse per la regione. Tomassoni però si lascia le mani libere anche sullo schema due Asl e due ospedali. "Lunedì - spiega - adottiamo non prevedendo numeri né sedi: la nostra proposta resta quella del 2 più 2,ma restiamo aperti alle trattative".
Resta aperto il nodo dell'integrazione delle due aziende ospedaliere con l'università: se lo saranno entrambe o una sola (con un unico comitato di indirizzo) non è dato sapere. Le sedi Asl verranno comunque decise entro 60 giorni dall'entrata in vigore della riforma (che si ipotizza ad ottobre) con un atto amministrativo in base alle indicazioni della conferenza dei sindaci. Ad anno nuovo. La presidente Marini Catiuscia Marini in una dichiarazione ufficiale diramata giusto ieri spinge sull'integrazione tra ospedale ma anche con la medicina del territorio, per assicurare servizi e sostenibilità finanziaria senza pesare sulle tasche della gente. Perciò "occorre il concorso di tutti -dice la governatrice -condizione indispensabile per continuare ad offrire lo stesso servizio sanitario, con minori risorse a disposizione". Proprio un percorso partecipato è quello che hanno chiesto ieri al direttore regionale salute Emilio Duca gli imprenditori della sanità privata di Confindustria. "Una strada che soprattutto valorizzi il settore della sanità privata". Duca ha assicurato che "è intenzione della giunta fornire alle aziende sanitarie private indirizzi chiari e stabili". A settembre convocato il tavolo tecnico.

Alessandro Antonini

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