Sergio Casagrande in bianco e nero

LAPIS

L'Umbria che si attacca al treno

20.11.2017 - 10:56

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A volte la scelta più semplice può rivelarsi la migliore. O, quantomeno, la più rapida ed economica.


Dopo tanto discutere attorno all’ipotesi di creare una nuova stazione ferroviaria ad hoc, magari in una terra di mezzo tra la bassa Toscana e l’Umbria, ecco che arriva la proposta che appare come l’uovo di Colombo.


L’alta velocità ferroviaria può servire l’Umbria semplicemente sfruttando le linee ferroviarie e le infrastrutture già esistenti.


Per cui, vogliamo il Frecciarossa? E allora perché non farlo partire direttamente da Perugia semplicemente allungando il tragitto di un convoglio già esistente come quello che da Arezzo parte alla volta del cuore di Milano?


Niente soldi da spendere per una nuova stazione ferroviaria da creare nel deserto della Valdichiana, quindi. Niente tempi di attesa per la sua realizzazione. E niente lunghi via vai di umbri in auto sulla Perugia - Bettolle al di là della frontiera del Trasimeno.


Che dire... Ma perché nessuno ci aveva pensato prima? Bisognava proprio attendere prima le mosse di Arezzo per far nascere un’idea del genere? E a che è servito tutto il tempo perso attorno al dibattito (e ai summit vari) inseguendo la chimera di una stazione che andava plasmata dal nulla?
Misteri delle strategie della politica. E della programmazione.


Ora, quindi, si imbocca il binario più facile, quello che vede possibilità di attaccarsi al treno conquistato da Arezzo: un Frecciarossa che parte dalla città toscana all’alba per raggiungere Milano Centrale.

Questo gioiellino della tecnologia ferroviaria italiana, un po’ come il treno di Azzurro che Celentano faceva correre “all’incontrario”, potrebbe arretrare imboccando la Foligno-Terontola e partire da Perugia alle 5.15 circa. Ergo: dal capoluogo umbro a quello lombardo in 3 ore e 25 minuti.
E non è tutto. Ci sono, infatti, le possibilità di scendere anche a Firenze (ore 6.54), Bologna (7.31), Reggio Emilia Av (7.52). E perfino il ritorno - razzo: partenza da Milano alle ore 18.20 e arrivo a Perugia attorno alle 22. Senza contare che già si sa che lo stesso convoglio, sia in andata, che in ritorno, potrebbe arrivare direttamente perfino a Torino.


Un miracolo, quindi, se paragoniamo il tutto ai tempi di percorrenza necessari oggi per chi sceglie di viaggiare sui binari tra l’Umbria e queste mete. E una valida alternativa per chi, a malincuore, aveva visto sfumare nel nulla i voli di Alitalia dall’aeroporto San Francesco.


Ora, però, è importante che tutta la regione (forze politiche, amministrative ed economiche) faccia squadra attorno alla proposta per darle la forza necessaria per far valere la richiesta al prossimo summit atteso per fine mese tra la Regione e Trenitalia.


Le polemiche e i soliti campanilismi, infatti, rischiano di portare solo a un binario morto. O, comunque sbagliato. Perché pretendere che un Frecciarossa fermi anche in stazioni differenti dal capoluogo regionale è, allo stato attuale, una follia che si scontra con la natura e la filosofia stessa che fa muovere i convogli dell’alta velocità.


Semmai, una volta conquistato l’arrivo del treno superveloce (cosa, tra l’altro non facile, perché si dovrà dimostrare di garantire fin da subito un’affluenza accettabile di viaggiatori), sarà il caso di ragionare bene, programmandola attentamente sulla base delle esigenze collettive delle nostre comunità locali, sullo stato delle nostre linee ferroviarie. E sulle necessità e sulle priorità del loro aggiornamento infrastrutturale. A cominciare proprio dalla Foligno - Terontola, che non potrà rimanere in eterno una ferrovia secondaria. Ne vale il futuro di una regione che non può accontentarsi di attaccarsi a un solo treno. Anche se questo è davvero superveloce.


Sergio Casagrande
sergio.casagrande@gruppocorriere.it
Twitter: @essecia

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