Sergio Casagrande in bianco e nero

LAPIS

Raccolta rifiuti porta a porta: così vince solo lo schifo

22.04.2017 - 12:40

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Ci  hanno insegnato che la raccolta differenziata è una cosa giusta. Ed è vero.

Poi ci hanno chiesto l’impegno e il contributo separando già all’origine i rifiuti. Ed è giusto.

Infine, ci hanno obbligato a tenerci direttamente in casa i contenitori per fare la raccolta differenziata. E ad esporli fuori dall’uscio solo in giorni e in orari specifici, sostenendo che il sistema avrebbe funzionato meglio e promettendo che avremo anche avuto le nostre strade più pulite. Ma al momento l’unica cosa che di tutto questo nuovo sistema funziona davvero molto bene sembra essere la consegna via posta della cartella che prevede il pagamento della tariffa dovuta per la raccolta. Insieme al puntuale aumento secondo i parametri Istat.

In Umbria il porta a porta dei rifiuti ormai dilaga. E, stando almeno alle statistiche, incrementa davvero i numeri della differenziata. Il successo sembrerebbe, quindi, raggiunto. Ma c’è un aspetto che non piace. Anzi, per dirla senza mezze parole, fa proprio schifo. Ed è quello dello scenario che ormai si presenta in molte città dell’Umbria, grandi e piccole (non tutte a dir la verità, ma le eccezioni sono davvero poche): buste piene di monnezza e secchielli colorati strabordanti, rotti, rovesciati e maleodoranti che si ammucchiano agli angoli delle strade, davanti ai condomini, a fianco delle scuole, dei negozi, degli uffici in attesa dell’arrivo dei camioncini della raccolta e che finiscono in balia degli animali randagi e del vento.

E’ vero, spesso buona parte della colpa, è di noi stessi, diligenti ma poco premurosi cittadini. Ma è anche vero che è ormai innegabile che certi sistemi di raccolta porta a porta - quelli cioè che producono questi scenari - sono da considerarsi totalmente fallimentari: una società non può dirsi civile solo perché capace di recuperare i rifiuti che produce; e soprattutto non lo può essere se le sue città sono poi, comunque, invase dalla immondizia.

Se vogliamo davvero avere le nostre città più pulite, ridateci i vecchi e grandi cassonetti; ridateci le campane per il vetro, le lattine e il cartone. Dotate, magari, i nostri centri urbani di quegli intelligenti, discreti e semplici sistemi di raccolta che prolificano ormai da anni in tante altre città europee e che hanno il vantaggio di avere dei serbatoi interrati. Così, noi continueremo a fare la differenziata, contribuendo pure tutti i giorni nell’arco delle 24 ore ed evitando di tenerci a lungo la spazzatura in casa. Mentre le nostre strade e i nostri giardini torneranno, sicuramente, almeno un po’ più puliti. E certi scenari indegni non si mostreranno più né ai nostri occhi, né a quelli dei forestieri.

Sergio Casagrande

sergio.casagrande@gruppocorriere.it

Twitter: @essecia

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Commenti all'articolo

  • remo975rossi

    22 Aprile 2017 - 22:10

    Concordo pienamente su tutto,poi ad esempio mia madre non può uscire di casa e quindi quando arrivo la domenica mi ritrovo con i rifiuti di una settimana che non so dove mettere.Per il momento sono costretto a portarli da mia suocera. Aver tolto le isole ecologiche è stato un errore. Un saluto

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