Sergio Casagrande in bianco e nero

Tutti uniti nell'emergenza

17.12.2016 - 11:07

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La crisi di governo, conseguente ai risultati del referendum costituzionale, aveva fatto temere il peggio. Ma, alla fine, quando ormai mancavano solo tre giorni alla scadenza del decreto legge iniziale, è arrivata l’approvazione finale della Camera. Ed è stata messa la parola fine all’iter burocratico la ricostruzione ha la sua legge. Relativamente semplice nelle disposizioni impartite, ma completa. Mancano ancora le ordinanze applicative, ma la ripresa delle aree terremotate del centro Italia può comunque dirsi ai nastri di partenza.

Le linee guida, infatti, sono tutte tracciate: da quelle di aiuto alle popolazioni terremotate a quelle della ricostruzione; e non vengono tralasciati i sostegni alle imprese, incluse quelle agricole, spina dorsale dell'economia di queste zone dell’Appennino italiano.
Si rintroducono, per gli abitanti delle zone ferite, perfino benefici che, in questi tempi di crisi profonda, sembravano ormai destinati a non essere più concessi dallo Stato (e per altre recenti emergenze, infatti, non lo è stato), come la possibilità di chiedere ai propri datori di lavoro la “busta pesante”, lo stipendio pieno, cioé, senza le detrazioni fiscali che dovranno comunque essere restituite in futuro in forme, che almeno in passato, sono state notevolmente agevolate.
Il merito di tutto questo? Incredibile a dirsi: ma della politica e dei politici tutti, indistintamente. Del governo che è caduto. Di quello che ha preso il suo posto. Dei parlamentari, di tutte le risme e di tutti i colori. E del presidente della Repubblica che ha fatto da garante e da sprone. Dobbiamo, infatti, prendere atto che se c'è stata tanta rapidità nello stendere il decreto e nel trasformarlo, poi, in tempi brevi in legge lo dobbiamo proprio a loro. Che hanno messo da parte polemiche, lotte di posizione e interessi di vario genere. Visto a quanto ci hanno abituati da anni e per giunta con una crisi di governo in atto e la possibilità di nuove elezioni, non era di certo scontato. Il senso di responsabilità, invece, questa volta ha prevalso. Il governo entrante ha raccolto gli impegni di quello uscente. E la Camera dei deputati ha accelerato l’iter, grazie anche ai gruppi dell'opposizione che hanno riposto le armi e stralciato gli emendamenti e le osservazioni che avrebbero rischiato di rallentare il varo. Peccato che tanta collaborazione, tanta rapidità e tanta solerzia non si mostrino anche in altre occasioni. Ma chissà, forse, se tutti si renderanno davvero conto che c'è veramente un’altra grande emergenza che angoscia i cittadini, quella dell’intero Paese stretto nella morsa di una crisi infinita, il miracolo potrebbe ripetersi. Intanto i terremotati ringraziano. Ma anche tutti gli altri italiani vorrebbero farlo.
sergio.casagrande@gruppocorriere.it
Twitter: @essecia 

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