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Sabato 25 Febbraio 2017 | 17:23

Idoli e veggenti deludono sempre

la nota antonio colasanto

Papa Francesco in apertura della catechesi del mercoledì ha raccontato una sua esperienza: “A Buenos Aires dovevo andare da una chiesa ad un’altra e l’ho fatto camminando. E c’è un parco in mezzo, e nel parco c’erano piccoli tavolini, ma tanti, dove erano seduti i veggenti. Era pieno di gente che faceva anche la coda. Tu, gli davi la mano e lui incominciava, ma, il discorso era sempre lo stesso: c’è una donna nella tua vita, c’è un’ombra che viene, ma tutto andrà bene … E poi, pagavi. E questo ti dà sicurezza? E’ la sicurezza di una di una stupidaggine. Mentre di quella che è la speranza della gratuità che ci ha portato Gesù Cristo, gratuitamente dando la vita per noi, di quella a volte non ci fidiamo tanto. Un Salmo pieno di sapienza ci dipinge in modo molto suggestivo la falsità di questi idoli che il mondo offre alla nostra speranza e a cui gli uomini di ogni tempo sono tentati di affidarsi. E’ il salmo 115 che ci presenta la realtà assolutamente effimera di questi idoli. Il messaggio del Salmo è molto chiaro: se si ripone la speranza negli idoli, si diventa come loro, immagini vuote con mani che non toccano, piedi che non camminano, bocche che non possono parlare. Bisogna rimanere nel mondo ma difendersi dalle illusioni del mondo, che sono questi idoli che ho menzionato. Confidando nel Signore invece si diventa come Lui, la sua benedizione ci trasforma in suoi figli che condividono la sua vita. La speranza in Dio ci fa entrare nel raggio d’azione del suo ricordo, della sua memoria che ci benedice e ci salva. E in questo Dio noi abbiamo speranza, e questo Dio - che non è un idolo - non delude mai”.

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