la nota antonio colasanto

Il valore della memoria

04.08.2016 - 13:20

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Oggi - ha detto ieri Papa Francesco in apertura dell'udienza generale - vorrei riflettere brevemente sul Viaggio Apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Polonia”. L'occasione del viaggio è stata la Giornata Mondiale della Gioventù, a 25 anni da quella storica celebrata a Chestochova poco dopo la caduta della "cortina di ferro".
“In questi 25 anni - ha osservato il pontefice - è cambiata la Polonia, è cambiata l'Europa ed è cambiato il mondo, e questa Gmg è diventata un segno profetico per la Polonia, per l'Europa e per il mondo. La nuova generazione di giovani, eredi e continuatori del pellegrinaggio iniziato da San Giovanni Paolo II, hanno dato la risposta alla sfida dell'oggi, hanno dato il segno di speranza, e questo segno si chiama fraternità. Partiamo - ha continuato Bergoglio - proprio dai giovani, che sono stati il primo motivo del viaggio. Si può parlare di un mosaico di fraternità. Un'immagine emblematica delle Giornate Mondiali della Gioventù è la distesa multicolore di bandiere sventolate dai giovani: in effetti, alla Gmg, le bandiere delle nazioni diventano più belle, per così dire "si purificano", e anche bandiere di nazioni in conflitto tra loro sventolano vicine. Ringrazio tutti i giovani che sono venuti a Cracovia! E ringrazio quelli che si sono uniti a noi da ogni parte della Terra! Perché in tanti Paesi sono state fatte piccole Giornate della Gioventù in collegamento con quella di Cracovia. Il dono che avete ricevuto diventi risposta quotidiana alla chiamata del Signore”.
In questo viaggio Papa Francesco ha visitato anche il Santuario di Chestochova. “Davanti all'icona della Madonna - ha detto - “ ho ricevuto il dono dello sguardo della Madre, che è in modo particolare Madre del popolo polacco, di quella nobile nazione che ha tanto sofferto e, con la forza della fede e la sua mano materna, si è sempre rialzata. Tra questi valori c'è la misericordia, di cui sono stati speciali apostoli due grandi figli della terra polacca: santa Faustina Kowalska e san Giovanni Paolo II”.
E, infine, anche questo Viaggio aveva l'orizzonte del mondo, un mondo chiamato a rispondere alla sfida di una guerra "a pezzi" che lo sta minacciando. “In quel grande silenzio - ha detto il Papa - ho pregato per tutte le vittime della violenza e della guerra. E lì, in quel luogo, ho compreso più che mai il valore della memoria, non solo come ricordo di eventi passati, ma come monito e responsabilità per l'oggi e il domani, perché il seme dell'odio e della violenza non attecchisca nei solchi della storia. Guardando quella crudeltà, in quel campo di concentramento, ho pensato subito alle crudeltà di oggi, che sono simili: non così concentrate come in quel posto, ma dappertutto nel mondo; questo mondo che è malato di crudeltà, di dolore, di guerra, di odio, di tristezza”.

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