I genitori, la famiglia e il tempo della preghiera

I genitori, la famiglia e il tempo della preghiera

27.08.2015 - 10:46

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La famiglia, elemento centrale nel pensiero di Papa Francesco, è tornata ieri protagonista nell'udienza generale del Papa. L’attenzione si è particolarmente incentrata sul tempo che essa richiede sia riguardo le attenzioni nelle relazioni al suo interno, quello dei genitori nei confronti dei figli in particolare, ma anche come possibilità, spazio, ambito necessario per la preghiera capace di donarle armonia di sentimenti. “Un cuore abitato dall’affetto per Dio fa diventare preghiera anche un pensiero senza parole. Il lamento più frequente dei cristiani - ha detto Papa Francesco - riguarda proprio il tempo: ‘Dovrei pregare di più; vorrei farlo, ma spesso mi manca il tempo’. Lo sentiamo continuamente. Il dispiacere è sincero, certamente, perché il cuore umano cerca sempre la preghiera, anche senza saperlo; e se non la trova non ha pace. Ma perché si incontrino, bisogna coltivare nel cuore un amore caldo per Dio, un amore affettivo. Possiamo farci una domanda molto semplice. Va bene credere in Dio con tutto il cuore, va bene sperare che ci aiuti nelle difficoltà, va bene sentirsi in dovere di ringraziarlo. Tutto giusto. Ma vogliamo anche un po’ di bene al Signore? ‘Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le forze’. La formula usa il linguaggio intensivo dell’amore, riversandolo in Dio. Ecco, lo spirito di preghiera abita anzitutto qui. E se abita qui, abita tutto il tempo e non ne esce mai. Riusciamo a pensare Dio come la carezza che ci tiene in vita, prima della quale non c’è nulla? Una carezza dalla quale niente, neppure la morte, ci può distaccare? Oppure lo pensiamo soltanto come il grande Essere, l’Onnipotente che ha fatto ogni cosa, il Giudice che controlla ogni azione? Tutto vero, naturalmente. Ma solo quando Dio è l’affetto di tutti i nostri affetti, il significato di queste parole diventa pieno. Se l’affetto per Dio non accende il fuoco, lo spirito della preghiera non riscalda il tempo. Un cuore abitato dall’affetto per Dio fa diventare preghiera anche un pensiero senza parole, o un’invocazione davanti a un’immagine sacra, o un bacio mandato verso la chiesa. E’ bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Madonna. Quanta tenerezza c’è in questo! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in luogo di preghiera. Ed è un dono dello Spirito Santo. Questo dono dello Spirito è in famiglia che si impara a chiederlo e apprezzarlo. Quando questo accade, il tempo dell’intera vita familiare viene avvolto nel grembo dell’amore di Dio, e cerca spontaneamente il tempo della preghiera”. E qui Papa Francesco si sofferma sul concetto di famiglia e di tempo. “Il tempo della famiglia, lo sappiamo bene, è un tempo complicato e affollato, occupato e preoccupato. Di 24 ore ne fanno 48: non so come fanno ma si muovono e lo fanno. C’è tanto lavoro in famiglia. E da qui lo spirito della preghiera riconsegna il tempo a Dio, esce dalla ossessione di una vita alla quale manca sempre il tempo, ritrova la pace delle cose necessarie, e scopre la gioia di doni inaspettati. Delle buone guide per questo sono le due sorelle Marta e Maria; esse impararono da Dio l’armonia dei ritmi familiari: la bellezza della festa, la serenità del lavoro, lo spirito della preghiera. Non dimenticatevi, tutti i giorni di leggere un passo del Vangelo. La preghiera sgorga dalla confidenza con la Parola di Dio. C’è questa confidenza nella nostra famiglia? Abbiamo - si chiede il Papa - in casa il Vangelo? Lo apriamo qualche volta per leggerlo assieme? Il Vangelo letto e meditato in famiglia è come un pane buono che nutre il cuore di tutti. E alla mattina e alla sera, e quando ci mettiamo a tavola, impariamo a dire assieme una preghiera, con molta semplicità: è Gesù che viene tra noi, come andava nella famiglia di Marta, Maria e Lazzaro. Una cosa che ho molto a cuore: ci sono bambini che non hanno imparato a fare il segno della croce! Ma tu mamma, papà, insegna al bambino a pregare, a fare il segno della croce: questo è un compito bello”.

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