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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:47

Qui anche il calcio è più umano

Qui anche il calcio è più umano

In questi mesi ho più volte scritto dei privilegi che ha, a mio parere, l’Umbria e di come fosse piacevole vivere in quella regione. Adesso ho trovato altri motivi e riguardano il fatto che in Umbria, né a Perugia, né a Todi né a Terni e né a Orvieto, ci sono derby tipo Lazio-Roma o Roma-Lazio. Nel senso che anche se a Perugia e a Terni il derby calcistico tra i due capoluoghi è molto sentito, non si arriva a bloccare le strade, non ci sono migliaia di poliziotti in assetto da sommossa, il traffico non è paralizzato e non ci scappano questi brutali accoltellamenti, come accaduto di recente a Roma per Lazio-Roma. E’ una vita felice, quella delle popolazioni che vivono lontano dalle turbolenze calcistiche, che se poi vengono assommate alle turbolenze sociali o politiche, rendono, obiettivamente, complicato muoversi all’interno delle grandi città. Ormai il campionato di calcio si è concluso, vale la pena fare qualche riflessione. E poi, la storia di Roma-Lazio o Lazio-Roma è veramente grave, anche perché si è scoperto che, in mezzo ad alcuni tifosi laziali, erano arrivati dall’estero alcuni di quei “devastatori”, che abbiamo imparato a conoscere in occasione di un altro tipo di manifestazione. Ora, vorrei sapere, questa gente, oltre ad un insopprimibile desiderio di distruggere tutto quello che incontrano, come fanno a muoversi, a prendere i treni, a vivere comunque nei luoghi dove si recano? Che ci sia una “spectre” che coltiva la irruenta bestialità di questi esseri e li destina in un posto o in un altro, secondo circostanza? No, meglio l’Umbria, con i suoi silenzi, la sua pace, la sua vita - fatemelo dire - a dimensione di uomo. In occasione dell’ultimo incontro Lazio-Roma, per chi abitava nella Capitale, la dimensione umana era solo un ricordo.

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