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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

Pubblichiamo le buone notizie

Pubblichiamo le buone notizie

Ci sono giorni nei quali la quantità di notizie negative ti toglie il respiro. Quando poi arriva un terremoto devastante come quello che ha colpito il Nepal ancor di più sentiamo il bisogno di notizie che rischiarino l’anima e che rendano meno pesante il giorno da vivere. Fateci caso: nello sfogliare i giornali o nel guardare i telegiornali, è sempre più raro che si racconti qualcosa di divertente oppure un episodio curioso accaduto da qualche parte. In genere, il segno è sempre nero, negativo, ansiogeno. Una volta qualcuno tentò di fare un giornale un po' finto, che si candidava a pubblicare solo buone notizie. Ebbene, se la memoria non mi inganna, quella pubblicazione concluse la sua attività perché, per quanto forzassero la situazione, per quanto alcune notizie fossero inventate, non riuscirono a forzare la realtà.
So che il giornale che ospita questo mio intervento pubblica quotidianamente in prima pagina un bella notizia: viva questo giornale e viva l’Umbria che ne offre la possibilità. Ma c’è anche chi sostiene che il pubblico vuole leggere il negativo per sentirsi fortunato di non essere coinvolto in un fatto brutto. Può esser vero, ma lo stesso credo che il pubblico abbia voglia, ogni tanto, di leggere una notizia divertente, spiritosa, rallegrante. C’è un episodio divertente che riguarda un giornale di provincia di molti anni fa, dove il direttore di quel foglio, proprio inseguendo le buone notizie, ad un certo punto decise di inventarsene, avendo però come protagonisti abitanti della sua zona. Malgrado fossero buone notizie, lui ebbe la sfortuna di collezionare due o tre querele, dalle quali seppe difendersi con difficoltà, essendo tutto inventato. Credo che smise di pubblicare le buone notizie, anche quelle rare ma vere.

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