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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:47

Se un bel paesaggio allontana la corruzione

Se un bel paesaggio allontana la corruzione

Mettendo in fila gli scandali legati all’evasione totale, ma all’altrettanto totale corruzione, viene da domandarsi se tutte le regioni italiane vivono la stessa cosa o se alcune sono un po' più “oneste” e altre meno. Azzardo la speranza che l’Umbria non sia fra le regioni più aggredite dalla corruzione e dal malaffare e lo dico perché stonerebbe con i paesaggi umbri e col clima di quella regione. Anche se, va detto, molte belle regioni italiane sono attraversate da mafie di ogni tipo e da un violento appropriarsi della cosa pubblica. Leggevo, in questi giorni, che di recente la Guardia di Finanza ha scoperto altri 8.000 evasori totali. Siccome questa notizia la leggo spesso nel corso dell’anno, mi chiedo: ma quanti sono quelli che veramente pagano le tasse? Evidentemente una minoranza. Però non sottovalutate quanto detto prima, cioè l’importanza della “scenografia”, diciamo così, rispetto al malaffare. Nei film, quando si devono raccontare storie di mafia, raramente sono ambientate in bei posti, ma spesso in luoghi ambigui che potrebbero far intuire il peggio. Anche perché, diciamo la verità, che senso avrebbe un’edizione de “Il Padrino”, ambientate tra Perugia, Assisi, Todi? Non stonerebbero i protagonisti su quei paesaggi e i paesaggi con quei protagonisti? Comunque io lancio l’idea: facciamo una classifica delle regioni più oneste e proviamo a vedere se, per caso, c’è compatibilità tra i brutti uomini e i bei paesaggi.

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