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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:48

L’Umbria ovunque pervasa di San Francesco

L’Umbria ovunque pervasa di San Francesco

Quando penso all’Umbria, mi tornano alla mente i tanti viaggi da me fatti in quella terra, la lunga permanenza a Todi, come direttore artistico di una rassegna di teatro, oppure ad Assisi o a Gubbio. Con la collaborazione dei padri francescani, ebbi l’onore e il piacere di realizzare ad Assisi un Costanzo Show. Cosa mai avvenuta precedentemente. Credo che fino a quel momento, non erano mai entrate le telecamere. Ricordo anche lo stupore che ebbi nel vedere le cellette e la voglia improvvisa che mi venne di rimanere una notte lì. Purtroppo era impossibile, per un impegno che avevo l’indomani mattina molto presto a Roma. Queste sensazioni ed emozioni, mi tengono ancora compagnia a distanza di tempo. La qual cosa mi porta a pensare che ci sono figure (come appunto San Francesco) che siano nel cuore degli italiani più presenti di altri Santi o di altri personaggi carismatici. L’Umbria, nella sua interezza, è pervasa di San Francesco e dei francescani e credo che sia questo il motivo della sua diversità, rispetto a molte altre regioni e al suo essere sempre in grado di fornire quei momenti, con te stesso, di meditazione, di riflessione, se non di preghiera. Se ne parlo è perché questa collaborazione con il Corriere dell'Umbria mi sollecita ogni settimana memorie e ricordi. Posso dire che sono fortunati, gli umbri, perché la coabitazione con San Francesco (in senso lato, evidentemente) è una straordinaria occasione per mettere dentro di sé le cose a posto quando sono un po' troppo in disordine. Non me ne vorranno i lettori né la direttrice di questo quotidiano, se ho occupato lo spazio che mi viene offerto per un discorso molto personale, per il racconto di mie emozioni, di miei ricordi. Ma, d'altra parte, scrivere sul Corriere dell'Umbria non può non sollecitare memorie in tal senso.

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