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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

La mala pianta da combattere

La mala pianta da combattere

Siamo ancora molto stupiti dall’aver anticipato, con l’intervento su questo giornale della scorsa domenica, di quanto sarebbe accaduto in Umbria con la criminalità. Bene, mentre a Roma si apriva un capitolo drammaticamente complicato e che porterà lontano sul piano della corruzione, in Umbria venivano spiccati alcuni mandati di cattura per, se la memoria non mi inganna, sessantuno persone legate a organizzazioni malavitose. Non potevamo pensare - e lo ribadiamoancora una volta - che in una regione serena, tranquilla, così piacevole a viverne la sua  “normalità”, si annidasse la mala pianta delle organizzazioni criminali, delle mafie di vario genere, con quello che tutto ciò comporta.
Bravi i magistrati e gli inquirenti tutti che hanno portato a compimento questa operazione, anche se ci domandiamo se e quali potrebbero essere i nuovi sviluppi. Insisto: se anche l'Umbria è vittima di questa corruzione che ha seriamente messo in difficoltà il Paese e ha ulteriormente complicato la nostra immagine all'estero, mi chiedo se ci sarà ancora una regione libera da simili problemi. Ma non ci sarà e il Paese tutto dovrà affrontare, prima possibile, la diffusa criminalità. Il Governo, in questi giorni, ha stabilito nuove norme assai più severe (e noi diciamo giustamente) nei confronti dei corrotti, ma forse non basta. Non basta, in quanto, per recuperare la nostra immagine all'estero, per far sì che si cominci ad uscire dalla crisi che da tempo ci attanaglia, la politica, la magistratura, le forze di Polizia, dovranno seriamente e lungamente impegnarsi.

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