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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

Insanguinati dal razzismo

Insanguinati dal razzismo

A leggere le esplosioni di razzismo, che spesso insanguinano l’America, ci si domanda con terrore cosa mai potrebbe accadere se un giorno questo malanno mentale aggredisse anche gli italiani. Penso, perciò, a piccole città attraversate da un lampo di razzismo e da una follia omicida, come in più città americane è accaduto in questi mesi. Al razzismo non c’è scusante, né ragione che tenga. E’ prima un malessere, poi diventa un comportamento e porta solo devastazione e morte. Alcune città americane, hanno il coprifuoco dal momento che si temono reazioni dei neri contro i bianchi e, comunque, di continuare una catena di omicidi che ci allontana sempre dalla civiltà.
Ho sempre detto che gli italiani non sono razzisti e lo confermo, anche quando assistiamo a fatti di cronaca che qualche dubbio potrebbero farlo insorgere. Non siamo razzisti ed è una gran fortuna e del razzismo (pensiamo ai campi di concentramento tedeschi), ne abbiamo subito amaramente i comportamenti. In genere, quando si fanno questi discorsi, ci si augura, si spera, si prevede: ebbene no, non credo che si possa sperare alcunché in America, dal momento che questi fenomeni, non solo si ripropongono in tempi stretti, ma fa proprio parte di un certo americano, un insano razzismo nei confronti di popolazioni diverse, di colore e non solo. Pensate un po' a quanto successo ebbe molti anni fa, il film “Indovina chi viene a cena?” e lo stupore riguardava il fatto che quell'invito era stato accettato da una persona di colore. Ma centinaia di ore di televisione, per quanto interessanti, non hanno evitato - ripeto - che alcune città americane si siano di recente insanguinate per razzismo.

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