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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

Quei milioni per i fiumi

Quei milioni per i fiumi

Probabilmente ha ragione Mario Tozzi, che è uno dei più importanti geologi, a dire che gli italiani sono portati a dimenticare i fiumi. Attenzione: non tutti gli italiani certamente, piuttosto quelli che hanno cura del bene comune. Mi rivolgo, perciò, agli assessori, ai consiglieri comunali, ai sindaci, a quanti cioè hanno vissuto e in parte stanno ancora vivendo i disastri provocati da questa ininterrotta perturbazione atmosferica che ha attraversato il nostro Paese. Mi risulta che anche l’Umbria abbia avuto ed abbia problemi in tal senso e, allora, perché non diventare regione-guida e cominciare proprio in Umbria i corsi di “memoria” a quanti si occupano, appunto, della cosa comune e devono sapere, quei fiumi e quei torrenti, come stanno con gli argini e con il dragaggio del fondo. Non possiamo, ogni volta, rimanere stupiti per i disastri che la pioggia provoca, lo avremmo dovuto sapere, quindi ci saremmo dovuti attrezzare in tempo. A maggior ragione, quei comuni o quelle regioni che negli anni hanno avuto assegnati soldi per la messa a punto del territorio, ma si sono ben guardati dal farlo. Loro dovrebbero essere i primi ad iscriversi a questi corsi, perché non ci si trovi - di qui a qualche mese, se non addirittura prima - con altre alluvioni e conseguenze negative. Non riguarda l’Umbria ma un’altra regione, della quale non faccio il nome, però credetemi: i milioni che negli ultimi anni sono stati stanziati per sistemare i danni di ripetute alluvioni, non si capisce bene dove siano finiti e sarà opportuno che qualche Magistrato ricostruisca il percorso di quei soldi, arrivati e non utilizzati per quello che dovevano essere utilizzati.

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