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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:48

Tuteliamo la nostra amata terra

Tuteliamo la nostra amata terra

Mi chiedo se gli umbri, certamente attenti e previdenti, abbiano fatto un censimento di fiumi e torrenti per verificare, l’uno dopo l’altro, gli argini dei medesimi.
Non è possibile, infatti, che ci siano alcune zone d’Italia che regolarmente, vivono problemi serissimi per colpa di un tempo più inclemente ed altre, invece, che sembrano schivare quegli acquazzoni, quelle bombe d’acqua, quelle nuvole nere. La verità è che, se si è minimamente organizzati, quella stessa nuvola nera fa meno spavento di quello che può creare al contadino o all’abitante di una zona meno controllata e poco difesa. Ecco: dobbiamo imparare a difendere i nostri territori. E’ l’unico bene che l’uomo ha realmente. Io lo scrivo e lo ripeto spesso questo concetto, perché credo che vada capito quanto i nostri malanni, i malanni della comunità, derivano dalla nostra disattenzione e quindi anche di chi ci governa. Ripeto: il territorio è l’unico bene che ha l’uomo e quindi ha il dovere, nel piccolo e nel grande, di proteggerlo e difenderlo. Sarà che sono portato a pensar bene dell’Umbria, anche in ragione di alcune positive esperienze personali, ma sono convinto che quella regione non stia vivendo le problematiche di tante altre parti d’Italia. Però, anche voi umbri, ricordatevi bene che il territorio è nostro e lo dobbiamo, perciò, difendere e trattar bene e costringere chi di dovere a comportarsi, nei suoi confronti, in maniera corretta. 

Per qualche anno mi sono occupato della direzione artistica del festival teatrale di Todi e ho imparato, ad esempio, che se anche fa brutto tempo nelle regioni limitrofe, d’improvviso, in Umbria, si riesce a recitare con grande soddisfazione del pubblico, e degli attori in palcoscenico.

 

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