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Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:46

Una "roba" da non dimenticare

Una "roba" da non dimenticare

Non finirò mai di stigmatizzare l'uso smodato, insensato e sempre più precoce delle sostanze stupefacenti. I guasti provocati dall'assunzione di questa “roba” si riverberano quotidianamente nella cronaca dei giornali, essendo alla base di suicidi, di omicidi, di malversazioni. Recentemente è venuta a mancare un'attrice, Lilli Carati, che alcuni anni fa ebbe un grande successo in quei film un po' sexy e un po' no, che affollavano le sale cinematografiche. Film che avevano Lino Banfi ed altri comici come partner consueti. Lilli Carati entrò poi in un giro di droga pesante che la portò ad  uscire dal cinema, poi ad andare in carcere e, infine - e per fortuna - ad essere accolta in una comunità di recupero e si salvò. Quando stava rientrando nel mondo che l'aveva vista sexy-symbol di quegli anni, un tumore al cervello le ha impedito qualsiasi ripresa artistica. 

Lilli Carati è morta in questi giorni a Varese per colpa di quella malattia: aveva cinquantotto anni. Abbiamo riportato questa storia a significare quanto può essere devastante l'assunzione di droghe pesanti e di come a questo fenomeno, che vede sempre più giovanissimi avvicinarsi alla “roba”, si dia soltanto di rado la giusta attenzione.
Ho raccontato la triste vicenda di Lilli Carati per parlare di droga e per dire che non si deve pensare che lo spaccio di sostanze stupefacenti, abbia radici solo nelle grandi città. Al contrario, tutti devono sapere che anche alcuni piccoli centri di provincia possono essere oggetto di attenzione di pusher spregiudicati. Non c'è perciò salvezza, se non quella, da parte dei genitori, di una costante attenzione dei figli e, da parte di chi ha qualche anno in più, un po' di ragionevolezza. 

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