GIGANTI DIVISI E NANI ALLEATI

Mauro Barzagna

09.04.2017 - 15:11

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Sarà la primavera, saranno le primarie del Pd, sarà la tornata amministrativa che si avvicina, di sicuro la politica non riesce a stare ferma. E così si cercano candidati, si inventano alleanze, si formano nuovi partiti e si continua a dare i numeri. Come quelli delle primarie dei circoli piddini dove anche in Umbria Renzi la fa da padrone rispetto agli altri due sfidanti, Orlando ed Emiliano. Esattamente con il 75,9 per cento contro il 22,2 e l’1,9.
Un trionfo per i renziani della prima, seconda e ultima ora, guastato purtroppo per loro da due dati. Il primo, l’affluenza degli iscritti, ferma a poco più del 50 per cento (54,01 per la precisione), che qualcosa vorrà pur dire. Una specie di disaffezione verso queste forme di partecipazione di cui si capisce poco il senso quando si organizzano primarie di circoli e primarie di popolo? O in generale un crescente allontanamento dei cittadini dalla vita del partito? Il secondo dato, le dimissioni di un gruppo di piddini di un certo peso che hanno firmato un pezzo di storia del partito umbro, a cominciare dall’ex segretario regionale Bottini all’ex sindaco di Perugia Locchi, che sono confluiti nel neonato movimento Articolo 1 di D’Alema e Bersani. In questo quadro gli occhi sono puntati alle primarie aperte a tutti, quelle del 30 aprile, che dovrebbero consacrare l’ex premier segretario del Partito.
Intanto nei sette comuni umbri chiamati al voto l’11 giugno è tutto un movimento di candidati e liste, alleanze da stringere e coalizioni da cementare. Da Todi a Narni, passando per Deruta, e altri quattro piccoli municipi (Cascia, Monteleone di Spoleto, Attigliano e Valtopina), la sfida è di quelle che contano e appassionano veramente. E’ ancora presto per conoscere le griglie di partenza, c’è tempo un mese per definire e presentare i concorrenti, di sicuro la lotta è apertissima nei due comuni più grandi dove è possibile il turno di ballottaggio e dove i bookmakers si stanno allenando di più.
Per quanto riguarda le alleanze a muoversi per primi due partiti che hanno da poche ore ufficializzato il matrimonio, e cioè il Psi e Alternativa popolare, ex Ncd di Alfano. Un’intesa di interesse, un cartello elettorale in cui due debolezze si uniscono sperando di diventare una forza. E’ questa la tesi più istintiva e immediata, pronti a essere contraddetti qualora si conoscerà qualcosa in più del programma. Certo, bisogna fare un bello sforzo di fantasia per vedere insieme sullo stesso tavolo a braccetto Monni e Rometti, la domanda che anche questa viene spontanea è che c’azzeccano i socialisti con gli alfaniani, i primi guardavano a sinistra e i secondi nel nome fino a ieri si riferivano al centrodestra anche se sono stati folgorati dal PdR, il partito di Renzi.
La verità vera è che la legislatura è agli sgoccioli, quindi bisogna attrezzarsi, per mirare a un posto al sole che sia ben chiaro non è il titolo della fiction di successo ma molto più venalmente una poltroncina nelle istituzioni. E allora via con gli esperimenti, con i laboratori, così tanto per contarsi e provare a contare qualcosa. Perché le ambizioni e i desiderata sono tanti, i posti sempre meno, e i voti pure.
Comunque per un’alleanza che si crea, ecco un altro partito nuovo di zecca che appare all’orizzonte e con un nome romantico, l’Italia nel cuore, che punta dritto a Roma. Della serie più siamo, peggio stiamo in questa terza o quarta Repubblica. 

anna.mossuto@gruppocorriere.it
www.annamossuto.it

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