Sotto l'albero coltelli e veleni

18.12.2016 - 16:14

0

Non c’è serenità nella terra umbra nonostante si avvicini il Natale che invita tutti a essere più buoni. Smaltiti i numeri, pessimi, del referendum, ricompaiono i coltelli e i veleni, le polemiche e gli attacchi.
L’atmosfera è tesa un po’ dappertutto, la medaglia d’oro dell’agitazione se la guadagna Terni dove ancora una volta Palazzo Spada è teatro di una baruffa dopo quella andata in scena nell’aula del consiglio poche settimane fa, all’indomani del maxi blitz sugli appalti sospetti nell’ambito municipale.
Questa volta la bagarre si è consumata quando alcuni rappresentanti delle cooperative coinvolte nell’inchiesta si sono fiondati negli uffici del movimento 5Stelle che stava tenendo una conferenza sull’argomento. Si è sfiorata la rissa, un’altra volta, con successive stigmatizzazioni degli eventi. In città si respira una brutta aria da qualche tempo, prima per le beghe politiche scaturite da una maggioranza debole e dal dissesto finanziario e culminate in un rimpasto ridicolo, poi da un mese con l’Operazione Spada che getta ombre sull’amministrazione anche a causa di due assessori indagati. E i nervosismi si riversano nella caccia alle streghe ma anche alle intercettazioni e agli atti giudiziari da cui emergono particolari e dettagli alla base delle indagini.

Il sindaco Di Girolamo in preda a una crisi di nervi tenta di buttare acqua sul fuoco ma i panni del pompiere non gli si addicono e il liquido si trasforma in benzina. Prima se la prende con i grillini responsabili a suo modo di vedere di non rispettare il voto democratico e la magistratura, poi rimprovera le cooperative che non rispettano la libertà di espressione. Insomma a Terni si sta vivendo un clima infuocato dove è vero che manca il rispetto ma non solo da parte delle componenti coinvolte nell’ultima baruffa, nel capoluogo il rispetto pare sia diventata merce rara da parte della politica, da parte di quella classe dirigente che si sta rendendo protagonista di uno spettacolo indecoroso. Il riferimento non può non essere al Pd, il partito che governa la città e che soffre di lacerazioni all’ennesima potenza, rispecchiando in pieno una diatriba che parte da Perugia e si propaga nelle periferie. Dal capoluogo di regione le fibrillazioni sono alle stelle anche per le prossime elezioni della Provincia, entro domani alle 12 vanno presentate le candidature e i nervosismi si riflettono sulle liste con Mismetti bis che prima si è dimesso e poi ci ha ripensato facendo tutto da solo e ancora non si sa bene il perché. E per questa partita vanno in scena imboscate, impegni non mantenuti e di tutto e di più, compreso un bizzarro listone unico con il centrodestra. Per la Provincia di Terni si fronteggiano il sindaco di Guardea Lattanzi e quello di Amelia Pernazza, con i numeri dalla parte del primo. Ma la contrapposizione dappertutto riguarda le appartenenze dei protagonisti perché il giochino, chiamiamolo così, in voga da qualche tempo dalle parti del Pd è se si rientra nel novero dei bocciani o dei mariniani. Una “guerra” continua, a volte sotterranea, a volte alla luce del sole, con il povero segretario regionale Leonelli che proprio non ce la fa a ricomporre gli animi e se qualche volta si sente parlare di tregua non è certo per merito suo. A proposito, dovrà trovare applicazione l’accordo sulla riorganizzazione, vale a dire il rimescolamento delle deleghe dei direttori della Regione, accordo raggiunto per trovare una soluzione alla crisi di febbraio scorso con l’uscita dell’assessore alla Sanità dalla giunta. Intanto dopo due settimane dal referendum costituzionale la direzione umbra del Pd si è riunita e il segretario ha analizzato le luci e le ombre del voto. Tra le luci il fatto che a Perugia ha vinto il sì, un refrain di consolazione di chi indica il dito e non la luna. Per la cronaca ricordiamo che in Umbria ha vinto il no e più ombra di così non si può.
Il quadro del Pd in Umbria non è dei più esaltanti, tanto per essere chiari, ma non è che gli altri partiti godano di ottima salute. Anzi. Se fossimo a scuola sarebbero tutti da bocciare o rimandare. Solo il cardinale Bassetti a domanda di Punzi concede la sufficienza, giustificando il voto come una reminiscenza del ’68. Una sorta di sei politico, insomma. Speriamo che non se ne penta altrimenti dovrà recitare un bel po’ di atti di dolore.
anna.mossuto@gruppocorriere.it
www.annamossuto.it

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

'L'atelier', cantiere della creatività per la donna contemporanea, e la nuova collezione Spring/Summer 2018. A presentarli, con Vanessa Incontrada, è Elena Mirò, brand di Miroglio Fashion, con una sfilata nel flagship Store di Piazza della Scala a Milano. La partnership creativa tra Vanessa Incontrada ed Elena Mirò si consolida. "Tutta l'energia che ho assorbito è stata tradotta in idee di ...

 
"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

Roma, (askanews) - Dal libro bestseller di Elmore Leonard, "Get shorty", nel 1995 era stato tratto il celebre film con John Travolta, ma oggi un enorme successo ha riscosso negli Stati Uniti l'omonima serie, che arriva in prima visione assoluta per l'Italia dal 22 febbraio su Timvision. La dark comedy per la tv "Get shorty", di cui vediamo una clip in esclusiva, è diretta da Davey Holmes, già ...

 
Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Damasco, (askanews) - Un massacro con quasi 200 morti fra i civili, di cui 60 bambini. È il bilancio di tre giorni di bombardamenti incessanti sulla roccaforte ribelle della Ghouta, a Est di Damasco, da parte del regime siriano di Bashar al-Assad. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna, l'attacco ha provocato 17 morti domenica 18, 127 morti lunedì 19 e 50 ...

 
Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Copenaghen, (askanews) - Circa 60 ospiti si sono stretti attorno alla famiglia reale danese per salutare il principe consorte Henrik, marito della regina Margherita II di Danimarca. Nelle immagini si vede la regina, 77 anni, che scende dall'auto vestita a lutto ma in più di un'occasione la si vede sorridente e quasi allegra. Presenti al funerale i figli della coppia, il principe ereditario ...

 
Scelti gli studenti più belli

Miss e mister 2018

Scelti gli studenti più belli

Un successo lo School Day gran finale 2018. Oltre 2000 le presenze: il pubblico degli istituti delle scuole superiori di Perugia e provincia in occasione del carnevale delle ...

19.02.2018

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

L'intervista

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

C’è Enrico Montesano sabato 17 e domenica 18 febbraio al teatro Lyrick di Assisi nell'anteprima nazionale del “Conte Tacchia”, commedia in musica, rivisitazione del film del ...

17.02.2018

Arriva Sfera Ebbasta

L'appuntamento

Arriva Sfera Ebbasta

Il Centro Commerciale Collestrada è pronto per un evento d'eccezione: domenica 18 febbraio alle 17 salirà sul palco Sfera Ebbasta, in tour per promuovere "ROCKSTAR" il nuovo ...

17.02.2018