Profumo di storia negli scatti dn bianco e nero di Brunamonti

Profumo di storia negli scatti dn bianco e nero di Brunamonti

In fondo a via Mazzatinti (la Calata dei Ferranti) sorgeva la chiesa di San Rocco, poi “sostituita” in epoca fascista dall’autorimessa Grande Italia

31.01.2013 - 12:16

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Roberto Minelli

 “Un collezionista ‘normale’ compra il pezzo e lo mette da qualche parte, a me piace definirmi ricercatore, studio i vari documenti rilevandone le variazioni che si sono susseguite negli anni”. Roberto Brunamonti, 75 anni, ha spiegato così la sua passione ultradecennale (“sono di sicuro più di 40 anni”, ha confidato) per le cartoline, le immagini, gli scritti e gli oggetti riguardanti la città di Gubbio, ma non solo. E ovviamente le curiosità e le storie che si nascondono all’interno delle fotografie (alcune delle quali sono presenti nel calendario 2013 del Lions Gubbio Host) sono innumerevoli. Come quella dell’antica via Mazzatinti, meglio conosciuta come “Calata dei Ferranti”: “Un tempo in fondo alla via sorgeva la chiesa di San Rocco - ha raccontato Brunamonti - dopodiché in epoca fascista la chiesa era stata tolta per realizzare l’autorimessa ‘Grande Italia’”. Desta un certo effetto inoltre un'immagine di fine '800 relativa all’attuale piazza Quaranta Martiri, senza giardinetti pubblici, con un uomo solo che ha con sé una sedia e posizionato la legna per accendere un improvvisato focarone. Foto che fanno riassaporare una Gubbio davvero d’altri tempi, con inedite vedute degli stradoni del monte Ingino, di via Capitan del Popolo o di corso Garibaldi, senza dimenticare un’immagine risalente al 1925, con la vecchia industria cementiera della “Società lombarda” situata nei pressi della chiesa della Madonna del Prato. “Sin da ragazzo ho avuto questa passione - ha spiegato Brunamonti - ma ripeto, non mi sento il ‘solito’ collezionista. Mi piace rivedere nel corso del tempo le evoluzioni che quegli stessi luoghi hanno subito. É attraverso continue ricerche che posso dire di avere un quadro completo della città, capace di arrivare fino ai giorni nostri”. Non ci sono soltanto immagini nell’immenso archivio di Brunamonti, con documenti scritti legati pure alla Festa dei Ceri, come quello di un tale Bertarelli, giornalista della rivista mensile “Touring club”, il quale all’interno di un suo pezzo definisce la manifestazione come una “buffonata”. L’aspetto da rimarcare in Roberto Brunamonti è soprattutto la sua smania di far vedere il vastissimo materiale a sua disposizione, il suo desiderio di far conoscere a tutti la qualità dei diversi documenti: da una libreria ecco spuntare un altro album di fotografie relative al museo di Londra in cui sono presenti le opere di Mastro Giorgio. In casa inoltre non manca una sedia originale realizzata dal maestro di legname Luca Maffei, con tanto di simbolo della città. “Ho avuto un’educazione improntata molto su libri e cultura, questa mia passione è stata quasi inevitabile - ha sottolineato Brunamonti - non nego che per coltivarla abbia speso tanti soldi, ma penso che ne sia valsa la pena”.

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