Don Bruno: " Io prete, studioso giornalista e imprenditore"

Don Bruno: " Io prete, studioso giornalista e imprenditore"

"I parrocchiani la mia famiglia acquisita. Ho speso tempo e danaro per ristrutturare le chiese: per cent’anni non dovrebbero esserci problemi”

25.10.2012 - 10:21

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Cinquant'anni di sacerdozio e non dimostrarli. Sontuosa cerimonia religiosa quella celebrata domenica 7 ottobre a Santa Maria di Burano in onore di don Bruno Pauselli. “Sono arrivato qui quel lontano giorno di cinquant'anni fa sebbene fossi stato ordinato sacerdote alcuni mesi prima”. Non se la sentiva, don Bruno, di far festa a giugno dopo la tragica dipartita di don Sandro Pauselli, amato parroco di San Martino in Colle. “Ci teneva così tanto. Era eccitato all’idea di questi festeggiamenti”. Non aspettava tanta gente per la messa solenne: “Avevo invitato solo ventotto persone e nessun parrocchiano. Ho lasciato il segno. La chiesa era gremita. Oltre ogni aspettativa”. La signora Rosa Maria, coreana e grande amica di Pauselli ha curato la parte riguardante inviti e regali. “Una meravigliosa veste sacerdotale color oro. La indosserò a ogni festa solenne nelle diverse parrocchie”. Difficile parlare di don Bruno semplicemente come di un prete. Sarebbe riduttivo. In gioventù ha lavorato in Africa e quanto tornò ci disse: “Sistemai in base alle loro inclinazioni tutti i miei fratelli. Ho fatto studiare chi ha avuto voglia di studiare e ho aiutato a aprire attività commerciali a chi aveva voglia di buttarsi subito nel mondo”. Giornalista... “Per diversi anni”, è stato anche a Londra... “Per perfezionare la lingua inglese. In seguito a questa esperienza sono riuscito a far arrivare gente dal Regno Unito nelle nostre zone”. Poliglotta, grande studioso, si è definito di recente un imprenditore. Non a torto. Si è gettato in una missione in Zambia anima e corpo. Tanti i container inviati alle popolazioni locali in collaborazione con un'associazione sita in Toscana. Uno dei suoi scrittori preferiti è Wilbur Smith. “Nessuno è capace di raccontare il continente africano meglio di lui”. La festa ha visto la presenza di tanti ospiti illustri tra i quali ricordiamo l'attuale sindaco Diego Guerrini che svestiti (sebbene indossasse la fascia tricolore) i panni del primo cittadino è tornato a essere per qualche istante il vecchio ragazzo di un tempo. Quello che legge una lettura durante la messa più importante per il suo parroco. L'ex sindaco Orfeo Goracci, don Angelo Maria Fanucci, co-celebrante della messa, monsignor Mario Ceccobelli. Don Bruno ha speso parole di ringraziamento per tutti. Riguardo alla morte di don Sandro e a lui, ancora in vita: “Credo che il Signore conceda più tempo a chi vuole salvare”. Ringrazia la sua famiglia natale. “Mi sono stati accanto. Ringrazio il mio babbo e la mia mamma per tutto il loro supporto”. E ai p parrocchiani dice: “Siete la mia famiglia acquisita. Non vi risparmio mai né rimproveri né lodi. Preferisco dire la verità piuttosto che curare il mio personale tornaconto. Il compito di un prete è quello di annunciare la parola di Dio mica di essere amato dalla gente! Però so che mi volete bene e di questo vi ringrazio. Avete un grande culto per il valore della vita. Solo come trattate gli anziani ne è un esempio”. Don Bruno ha svolto un lavoro prezioso anche per quel che riguarda il ripristino delle chiese. “Ho speso lavoro e danaro per rimettere in sesto le strutture delle cinque parrocchie. A parte qualche coppo per cento anni non dovrebbero esserci più problemi”. In conclusione il suo testamento spirituale per tutta la gente? “Salvate l'anima. Non c'è niente di più prezioso. È l'unica cosa per cui valga la pena spendere il proprio tempo e la propria vita”.

 

Anna Maria Polidori

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