Ast, trovato l'accordo: no ai 550 licenziamenti

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Ast, trovato l'accordo: no ai 550 licenziamenti

05.09.2014 - 15:29

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Si è conclusa positivamente la nottata di trattative al Mise sulla vicenda della Ast ThyssenKrupp di Terni.

Le parti hanno annunciato che l’azienda ha ritirato i 550 licenziamenti che aveva annunciato, ed ora in accordo con i sindacati ed il Governo, è stato dato un mese per definire un accordo all’interno di un piano piano industriale di rilancio del polo siderurgico umbro. La proposta del Ministero dello Sviluppo economico, presentata all’azienda e ai sindacati, prevede che gli incontri, per verificare le condizioni utili ad un accordo con soluzioni condivise per raggiungere l’obiettivo di risparmi (quantificato da Tk in 100 milioni di euro), si tengano, già a partire dall'8 settembre, al dicastero stesso.

Numerose le reazioni che sono arrivate subito dopo l'annuncio. “Ora che abbiamo ‘pulito’ il tavolo dall’ipotesi di mobilità per 556 lavoratori, che non è più oggetto di discussione e dopo aver escluso ulteriori atti unilaterali da parte di Thyssen, è necessario mantenere un’attenzione altissima su quanto si è determinato con il documento uscito dal tavolo ministeriale”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Terni Attilio Romanelli. “Nei prossimi giorni – spiega Romanelli - ci sarà bisogno di un grande impegno del sindacato e del governo per far ripartire al meglio la trattativa sul piano industriale che si aprirà lunedì 8 settembre, sempre al ministero. Ripartiremo dalla necessità condivisa di aggredire i 100 milioni di debito di Ast – prosegue - ma mettendo sul tavolo ipotesi diverse sul come conseguire il risultato”. 

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (FdI) si dice soddisfatto per il ritiro del piano industriale presentato da ThyssenKrupp, ma “il futuro dello stabilimento di Terni – dice - non può continuare a rimanere un pacco sorpresa”. E nella consapevolezza che l’Italia debba segnare l’inizio di una nuova politica industriale, De Sio auspica che quanto deciso nella notte a Roma sia “il punto di partenza per stabilire finalmente un ruolo centrale per lo stabilimento di Terni, altrimenti tutte le mediazioni possibili avranno solo il risultato di allungarne il declino”.

“Grazie alla lotta e alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Ast di Terni, la Thyssenkrupp ha ritirato le procedure di mobilità, una precondizione per poter discutere in tutta serenità sul futuro delle acciaierie. Una buona notizia che però non cancella le nostre preoccupazioni sul futuro dell’azienda di Terni. Il piano industriale presentata elementi di pesante ristrutturazione più che di rilancio dei processi produttivi”. Lo afferma il deputato di Sel della Commissione attività produttive Ciccio Ferrara che con una delegazione di Sel ha partecipato al presidio sotto al Mise.

Il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli esprime “soddisfazione per l’esito per nulla scontato della lunga trattativa tra istituzioni e vertici di Thyssen Krupp sul futuro delle acciaierie ternane”. “Credo – dice Leonelli – che vadano particolarmente evidenziate la forza, l’autorevolezza e la determinazione con la quale il Governo Renzi ha condotto l’incontro con l’effetto di aver determinato in capo alla Tk la riscrittura del piano industriale recentemente presentato”. “La riscrittura del piano da parte dei vertici Tk, l’istituzione di un tavolo nazionale e l’allontanamento del maggiore pericolo, quello occupazionale, rappresentano un risultato importante, figlio soprattutto di una strategia condivisa e mirata a difendere le prospettive produttive e occupazionali della regione, nella consapevolezza che Ast è parte fondamentale del nostro patrimonio industriale”.

“Dopo il confronto al Mise sono emersi impegni precisi. Non si può ancora parlare di soluzione vera e propria per la vertenza Ast di Terni, ma almeno si mantiene aperto uno spiraglio per la ripresa produttiva del sito e per il futuro dei lavoratori coinvolti”. Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario confederale dell’ Ugl, Luca Malcotti, il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro, e il vice segretario nazionale dei Metalmeccanici con delega alla Siderurgia, Daniele Francescangeli, presenti all’incontro sul futuro dell’azienda. “Attraverso il cosiddetto “lodo Guidi” si blocca l’attuale piano industriale presentato dalla ThyssenKrupp sancendo le condizioni per costruire nei prossimi trenta giorni un periodo di discussione teso al raggiungimento di un accordo che crei i presupposti per investimenti tesi al rilancio delle acciaierie ternane”.

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