La reazione a catena
della guerra dei campanili
per apparire in tivù

Gubbio

La reazione a catena
della guerra dei campanili
per apparire in tivù

Gubbio si candida quale location per ospitare il film su San Francesco che Liliana Cavani si appresta a girare per la Rai. Forse "scippando" Assisi

19.02.2014 - 20:27

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La guerra dei campanili in Umbria non è mai finita, ma nel tempo ha subito progressive, ma sostanziali trasformazioni. Se gli eugubini hanno ancora il dente avvelenato con la città dell’antico Ducato, Spoleto, che ha scippato loro Don Matteo, gli stessi abitanti della città dei Ceri ora non vogliono farsi sfuggire l’occasione di diventare la “patria” di San Francesco, al posto di Assisi. Vale a dire che si propongono senza mezzi termini quale location migliore per il film tv che Liliana Cavani, già regista di un celeberrimo film su San Francesco con Mickey Rourke, si starebbe apprestando a girare per la Rai, una miniserie tivù di due puntate già programmate nei palinsesti delle reti televisive sorrette dal canone. La guerra dei campanili continua e se Spoleto ha scippato Gubbio, ora è Gubbio che si appresta a scippare Assisi e chissà come la reazione a catena produrrà  i suoi futuri effetti. In realtà il cambiamento rispetto al medioevo di cui l’Umbria è pregna nelle sue atmosfere e nei “topoi” delle sue cittadine, si è sviluppato sul senso più attuale della visibilità televisiva, come in un reality show dove se non appari non esisti. E’ questa la sfida che si è aperta tra le città dell’Umbria per un pugno di notorietà televisiva in più. E sì che “mercanzia” da vendere non manca, dai prodotti tipici, alle atmosfere silenziose e raccolte dei suoi luoghi, ma l’Umbria mai come ora sembra orientata alla battaglia del piccolo schermo, forse forte del fatto che gli ultimi studi statistici la danno come regione tra le preferite come meta turistica. Un problema  rimane comunque sul tappeto: vale la pena accapigliarsi per conquistare l’attenzione di un vasto pubblico che spesso si traduce in un turismo mordi e fuggi, quanto piuttosto non riservare le proprie risorse e i propri sforzi  a campagne turistiche mirate ad un pubblico forse più di nicchia, ma sicuramente più motivato e attento della grande massa? Sta di fatto che la battaglia continua e gli interventi sulla “riconquista” di Gubbio del “ruolo televisivo” che gli spetterebbe secondo alcuni, ha visto scendere in campo anche Orfeo Goracci, comunista umbro, che in una lettera aperta indirizzata alla presidente della Regione Catiuscia Marini e gli assessori Fabrizio Bracco e Fernanda Cecchini  domanda se  “c'è la possibilità che la regista Liliana Cavani possa scegliere anche la città di Gubbio come set del suo prossimo film su San Francesco”. “Per l'auspicabile attuazione di questo progetto – continua Goracci -  la Regione potrà, e dovrà, dare un contributo decisivo, anche di carattere economico, considerando i grandi benefici ad esso legati di promozione e di immagine per l'Umbria intera”. Goracci ritiene che se “malauguratamente” la Regione non si impegnasse per la realizzazione di questo progetto, ciò sarebbe la conferma che per il governo regionale “ci sono città e territori 'figli' e città e territori 'figliastri'. E questo costituirebbe per gli eugubini un altro sgarbo da dover digerire”.

Il consigliere Goracci spiega nella sua missiva che a Gubbio “si parla da settimane della possibilità che la regista Liliana Cavani possa scegliere anche la città dell'incontro con il lupo come set del suo prossimo film su San Francesco. È noto – aggiunge - il mio giudizio sull'ambiguo e contraddittorio comportamento che la Regione dell' Umbria ha avuto sul trasferimento della fiction di Don Matteo da Gubbio a Spoleto e delle 'pillole' promozionali che vengono trasmesse in tivù prima della messa in onda dei nuovi episodi del prete-detective”.

“Il 13 gennaio scorso in una mia nota – ricorda Goracci - stigmatizzavo l'atteggiamento scorretto avuto dalla Regione in quella circostanza, sottolineando che 'l'unica scelta saggia che la Regione può e deve fare dopo questo ulteriore sgarbo a Gubbio è aprire un tavolo di confronto con la Luxe Vide con il quale si stabilisca che Gubbio debba essere un riferimento per le prossime produzioni'. Ovviamente, aggiungo ora, stesso discorso vale anche per altri soggetti che non siano Luxe Vide. Mi pare proprio – conclude – che ora potrebbe essere arrivato il momento di cancellare quello 'sgarbo': l'eventuale produzione del nuovo film su San Francesco di Liliana Cavani a Gubbio avrà dei costi significativi, e se è evidente che una parte decisiva, per sostenere questi oneri, dovranno averla il Comune di Gubbio e diversi operatori economici della città, è altrettanto vero che la Regione potrà e dovrà dare un contributo, anche economico, decisivo”.

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