La grande sfida è servita. Perugia e Gubbio, chi vince è una star

La grande sfida è servita. Perugia e Gubbio, chi vince è una star

Alle 20.30 speciale notturna al Renato Curi. Il Grifo vuole tornare a volare, i cugini possono riscrivere la storia. Camplone: “Dalla mia squadra mi aspetto soltanto i tre punti”. Bucchi: “Che emozione entrare sotto la Nord, ma ora tifo rossoblù”

08.09.2013 - 23:37

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Ore 20.30 appuntamento con un altro spicchio di storia: il Perugia per riprendere a volare davanti ai propri tifosi (saranno tantissimi), il Gubbio per vincere per la prima volta contro i biancorossi.

Qui Perugia Bottino pieno e poche chiacchiere. “Cosa mi aspetto dalla mia squadra? Stavolta voglio i tre punti”. Andrea Camplone graffia la vigilia e avverte i suoi: bene tutto con la Nocerina, a tratti anche benissimo, ma contro il Gubbio serviranno “meno errori, più convinzione, più cattiveria sotto porta. Voglio vedere segnali di crescita”. La squadra c’è (“La rosa mi soddisfa, manca solo qualcosina”) e il legame allenatore giocatori negli ultimi sette giorni si è estremamente rinsaldato: “I ragazzi mi seguono, stanno migliorando, stanno iniziando a capire ciò che gli chiedo”. Palla a terra e disimpegni ragionati: il mantra del Camplone 2012-2013. Un anno fa toccava a Ciofani vestire i panni del terminale offensivo. Ora invece c’è Umberto Eusepi: “Un centravanti incredibilmente dinamico, generoso, ma ‘capoccione’. Un Gaudenzi (Gianluca, che Camplone ha conosciuto a Pescara, ndr) dei giorni nostri. Per il Perugia è e sarà una risorsa importante. Deve soltanto capire una cosa: meno girovagare per il campo, puntare dritto verso la porta... Ecco come dovrebbe giocare Eusepi”. Dovrà farlo domenica contro un Gubbio che “è una vera e propria incognita. Organizzare amichevoli e disputare la Coppa è un conto, scendere in campo in campionato è un altro. So che Bucchi probabilmente giocherà a specchio, con un 4-3-3 identico al nostro, ma so anche che è un tecnico a cui piace cambiare modulo. La velocità dei suoi attaccanti potrebbe crearci qualche grattacapo, è vero. La soluzione?Restare corti e rendergli la vita il più difficile possibile”.
Il Renato Curi e la sua gente ritroveranno Andrea Camplone dopo quasi cento giorni di assenza. Novantanove per essere precisi, tanti ne sono passati da quel 2 giugno - e da quel 2-2 contro il Pisa di Pagliari - che ha chiuso in faccia al Grifo le porte della serie B. Cosa sarà per il tecnico pescarese? Un nuovo inizio o la naturale prosecuzione di quell’avventura (purtroppo) interrotta prematuramente? Camplone sospira, guarda in alto, poi risponde: “Non saprei, forse entrambe. Certo è che entrare al Curi è ogni volta un’emozione, un’emozione tutta nuova. Quando è pieno questo stadio ti dà una carica incredibile. Spero succeda anche domani( oggi, ndr), perché lottare per i tre punti con la gente che ti spinge, che ti sprona a fare bene, è più facile. Il problema ce lo avrà il Gubbio: in un contesto del genere fai presto a sbagliare l’approccio alla partita e se succede...”.

Qui Gubbio “Tornerò nello stadio del mio battesimo in serie A. Giocavamo contro la Lazio e dopo tre minuti feci gol. Era il Perugia che aveva Castagner in panchina, che giocava in serie A. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, tante cose sono cambiate. Torno da allenatore e non nascondo che avrò un attimo di emozione quando rivedrò la Nord. Però sarà solo un attimo. Sono l’allenatore e il primo tifoso del Gubbio e voglio vincere”. Bucchi non fa giri di parole. E nemmeno pretattica. “Giocheremo con il 4-3-3 e laformazioneè quella che ho provato giovedì sera. E’ chiaro che la nostra interpretazione del sistema di gioco sarà diversa da quella delPerugia perché sono diverse le caratteristiche dei nostri giocatori”. Quindi in difesa non ci sarà il dubbio Ferrari- Radi? “No, giocherà Ferrari. Sono talmente onesto con i miei ragazzi che loro sanno già quale sarà l’undici di par tenza”.
Ha studiato il Perugia, ha visto i filmati: c’è qualcuno che teme in particolare? Filipe come costruttore di gioco? Fabinho che è micidiale sulle fasce? “Nessuno in particolare. Il Perugia è un’ottima squadra, costruita per cercare di conquistare la serie B. Grande rispetto, ma nessun timore, né tantomeno paura”. IGrifoni sulle corsie laterali sono davvero forti. Lei come pensa di fermarli? “Anche noi siamo forti”. E nella fase di transizione? “Dovremo stare molto attenti. Rimanere corti, non commettere errori nelle ripartenze”.
A Perugia si sono lamentati per l’arbitraggio di Nocera Inferiore: pensa che questo potrà condizionare l’arbitro? “Illuzzi di Molfetta è un ottimo arbitro. Io credo sempre nella buonafede dei direttori di gara. E’ chiaro che anche loro possono sbagliare, è umano. E un errore può condizionare il risultato di una partita. Ma da parte nostra non ci saranno mai aggressioni verbali, sapremo sempre e comunque accettare il risultato del campo e le decisioni arbitrali”. Il suo pronostico? “L’ho detto,voglio fare risultato, voglio vincere. Per noi, per la società, per regalare una grande soddisfazione ai nostri eccezionali tifosi. Spetterà al Perugia impedircelo”.

Servizio integrale nel Corriere dell’Umbria dell’8 settembre
A cura di Daniele Cibruscola ed Euro Grilli

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