Caso Goracci: la Procura chiude le indagini per l’ex sindaco e altri dieci indagati

Caso Goracci: la Procura chiude le indagini per l’ex sindaco e altri dieci indagati

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere, abuso di ufficio, concussione, falso ideologico, soppressione di documenti

21.08.2012 - 10:08

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Orfeo Goracci, Maria Cristina Ercoli, Nadia Ercoli, Lucia Cecili, Antonella Stocchi, Graziano Cappannelli, Marino Cernicchi, Lucio Panfili, Paolo Cristiano, Marco Ottaviani e Umberto Baccarini. Gli undici avvisi di conclusione delle indagini preliminari per il caso Goracci, firmati dai pubblici ministeri Antonella Duchini e Mario Formisano, sono stati notificati ai difensori degli indagati (gli avvocati Ubaldo Minelli, Mario Monacelli, Franco Libori, Davide Brunelli, Luigi Santioni, Marco Marchetti) già sabato scorso.
Si tratta delle indagini del primo filone dell'inchiesta Trust, quello relativo al personale, scoppiato il 14 febbraio con i nove arresti (in carcere e ai domiciliari) dell'exs indaco, di amministratori e dirigenti comunali. La procura perugina, in sostanza, contesta loro assunzioni pilotate, favori a sodali e simpatizzanti di partito, pressioni e penalizzazioni nei confronti di "nemici" e di figure ostili al presunto sodalizio che vedeva nello "zar", appunto l'ex primo cittadino Goracci, la sua figura centrale.
L'accusa ipotizza in dieci anni di governo - e oltre - "una serie indeterminata di delitti di abuso d'ufficio, concussione, falso in atti pubblici, soppressione di atti pubblici". Nello specifico sono accusati di aver commesso "il fatto con abuso dei poteri inerenti una pubblica funzione ed in danno di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, nonché per aver stabilmente piegato lo svolgimento delle pubbliche funzioni al perseguimento di interessi privati consistenti in vantaggi politico elettorali, mantenimento delle posizioni di potere e sviluppo di carriera, vantaggi economici per se stessi e per soggetti loro legati da vincoli di vicinanza politica, amicizia e sentimentali (per Goracci) con pari ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all'amministrazione ritenuti invisi od ostili al sodalizio che venivano stabilmente posto in condizione di emarginazione, sfavoriti, danneggiati nello sviluppo della carriera, minacciati, estorti o ingiustamente penalizzati, in un generale clima di intimidazione e di paura instaurato e mantenuto dal sodalizio all'interno del Comune di Gubbio".
Le accuse I pm confermano dunque le accuse partite da tre diversi esposti (due presentate dalla dirigente Nadia Minelli e un terzo a firma di tre vigili urbani, Naticchi,Volpi e Ceccarelli). Il nodo resta il mutamento del profilo professionale di Nadia Ercoli, sorella della prosindaco, passata da amministrativo ad agente di polizia giudiziaria, (contestate le delibere di giunta 329, 26 e 53) con tanto, sostiene la procura, di "concorso farsa vinto dalla Ercoli quale unica partecipante" e la conseguente penalizzazione della dirigente Minelli invisa, secondo l'accusa, al sodalizio. E' lei, scrivono i pm, che viene revocata nell'incarico perché contraria alla delibera e spinta alle dimissioni (minacce anche al nucleo di valutazione interna).
Il sistema di favori ai collettori di voti e le pressioni agli avversari si deduce, per i pm, anche nella penalizzazione del dirigente Franco Bazzurri ("relegato in uno stanzino perché ritenuto l'autore di scritti anonimi sulle amanti dell'ex sindaco"), del dipendente Lorenzo Rughi (perché piddino), del dirigente Gabriele Silvestri costretto a "conferire delega di assoluta autonomia alla Cecili" e obbligato alla tessera di Rifondazione (contro di lui anche una "falsa delega della Corte dei Conti per svolgere una illegittima indagine interna" sulla gestione della Sepa, la scuola di pubblica amministrazione).
Il primo filone contiene anche altri presunti abusi e favori su terreni e concessioni a vari collettori di voti, assunzioni o mancate assunzioni e stabilizzazioni pilotate (riferite alla segreteria del sindaco e al corpo di polizia municipale) e il reato di violenza sessuale contestato all'ex primo cittadino ai danni di una dipendente: a lei Goracci avrebbe inviato "numerosi sms e pressanti inviti a intrattenere rapporti sessuali", costretta scrivono i pm, "a subire atti sessuali baciandola cingendole la spalle e tirandola a sè contro la volontà della donna" che respinte le avance sarebbe stata per questo penalizzata al concorso per vigile urbano.
La vicenda dei faldoni sottratti in Comune chiama in causa infine altri due indagati: il messo Ottaviani e l'uomo del protocollo Baccarini. Il primo avrebbe recapitato tre faldoni alla Ercoli, il secondo avrebbe soppresso documenti pubblici e dato informazioni sull'inchiesta all'ex sindaco. Accuse tutte respinte daidiretti interessati punto su punto.
Proroghe La procura della Repubblica ha chiesto invece altro tempo per le indagini in merito a Prg, Puc 1 e 2, sponsorizzazioni e discarica di Colognola.

Patrizia Antolini

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