Gubbio nella bufera, Fioriti: "Posso anche lasciare, ma non per i fischi"

Dopo la contestazione dei tifosi il geometra tuona: "Non posso accettarlo: mi hanno detto di aver rubato i soldi per farmi una casa"

01.08.2012 - 13:04

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Il clima è pesante. Parte della tifoseria ha fischiato e inveito contro il presidente Fioriti e la società, lunedì sera al "Barbetti", durante la presentazione della nuova squadra. Ha invece applaudito gli altri. Il vicepresidente Giancarlo Brugnoni, che nei giorni scorsi era già finito nel mirino della contestazione, ha presentato "dimissioni irrevocabili". Lo stesso ha fatto ieri mattina con un fax Mario Ranucci, membro del consiglio ristretto a sei persone: "Il sottoscritto è stato sempre interpellato quando servivano azioni tecniche con le banche, quando bisognava fare certi passaggi delicati, quando serviva una firma. Quando c'era invece da decidere qualcosa sono sempre venuto a saperlo da altri o dai giornali. Per me la questione è chiusa e l'ho detto anche a Fioriti".
"Dobbiamo riunirci e parlare tra noi - ha commentato Sauro Notari, uno dei quattro vice presidenti - anche a me non vanno giù tante cose. Non scendo in particolari che chiarirò con i diretti interessati - continua serio - posso solo ribadire un concetto base per ogni azienda: la società viene prima di tutto. Nessun dipendente può prendere iniziative che non siano state decise dalla società. Non esiste che la società venga fischiata e i dipendenti vengano applauditi. C'è qualcosa che non funziona. Per quanto riguarda infine le dimissioni di Brugnoni faremo di tutto per farlo tornare indietro".
Ma il diretto interessato, e cioè il geometra Brugnoni, sembra non volerne sapere più. "Ho deciso di passare la mano non per le offese di una parte degli ultrà, che al limite posso capire, ma perché sono state messe in giro delle accuse che non posso più tollerare. Vivo e lavoro a Gubbio e sentirsi dire di aver rubato soldi al Gubbio per comprare un appartamento a mia figlia, mi ha fatto molto male". Rodolfo Mencarelli, altro vice presidente, va dritto al problema: "Dobbiamo riprendere ad andare avanti compatti e convincere Brugnonie Ranucci a tornare sulle loro decisioni". Poi sui fischi al presidente Fioriti: "Marco ha avuto il torto di difendere troppo a lungo Simoni. Nessuno mette in discussione le qualità di Gigi, ma avvallare sempre e comunque ogni sua decisione ci è costata la retrocessione dalla serie B". L'ultimo (ma non per importanza) vice presidente: Ezio Urbani. "Nessuno della società ha rubato alcunché. Sono per la linea della trasparenza e così tutti i tifosi avranno la possibilità di chiarire i dubbi. Così come sono per un fronte unito e compatto sempre con Marco Fioriti alla presidenza e per cercare di recuperare anche Giancarlo Brugnoni. Quest'anno abbiamo la possibilità di interpretare nuovamente una stagione da protagonisti. Ma per non rompere il giocattolo si deve lavorare in un clima di serenità e non di contestazione". Infine il presidente Fioriti: "I fischi? Non mi hanno scalfito più di tanto. Gli insulti e le accuse ingiuste mi hanno invece fatto riflettere. Sono entrato in società dieci anni orsono, da otto faccio il presidente. Quando siamo arrivati c'erano debiti importanti e si rischiava la retrocessione in Eccellenza, se questo sarà il mio ultimo anno spero di lasciare il Gubbio almeno in Prima Divisione e con i conti a posto". "Questa società - aggiunge - non merita le cattiverie e le accuse che ho sentito. Abbiamo sempre cercato di fare il bene del Gubbio. Ma se questa è la paga devo cambiare mestiere perché vuol dire che non so fare il presidente. Alla fine del campionato posso lasciare, e non apro le porte a chi arriva, ma gliele spalanco. E mica me lo ha ordinato il dottore di fare il presidente. Brugnoni? Non ho mai litigato con lui e lo giuro su quello che ho di più caro. Mi auguro che le sue e quelle di Ranucci non siano dimissioni irrevocabili". L'ultima battuta sui fischi a lui e gli applausi agli altri: "Su questo non voglio fare commenti. Dico solo che mi è sembrato molto strano che la contestazione sia stata rivolta solo al sottoscritto e quindi alla società".

Eu.Gri.

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