L'ortopedia di Branca vanta prestazioni di alto livello in tempi celeri

L'ortopedia di Branca vanta prestazioni di alto livello in tempi celeri

Dopo anni di vacanza del primariato, l'intero reparto dell'ospedale di Gubbio e Gualdo Tadino è stato riorganizzato. Il direttore Casciari e il professor Bruno illustrano i servizi della struttura

26.07.2012 - 16:42

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L'operazione è riuscita. Non era semplice né scontata. La riorganizzazione del reparto di ortopedia dell'ospedale di Gubbio - Gualdo Tadino, voluta con forza dal direttore generale dell'Asl1 Andrea Casciari, è arrivata al traguardo. Il bilancio del primo anno di attività è positivo. Il nuovo primario, professor Gastone Bruno, insieme alla sua equipe ha messo mano da 12 mesi ai bisturi offrendo prestazioni efficaci in tempi celeri, sotto la media indicata dal Rao, (Raggruppamenti omogenei d'attesa). Sistema adottato a livello regionale, utilizzato dai medici di base per la compilazione delle impegnative.
I numeri, aggiornati a pochi giorni fa, parlano. Le visi- te più urgenti da eseguire entro 10 giorni, denominate Rao B, hanno un tempo medio d'attesa di 7 giorni. Quelle classificate Rao D rispettano il limite massimo indicato di 30 giorni. L'attesa per le prestazioni Rao P, una sorta di codice giallo, da garantire in un intervallo che va dai 180 ai 300 giorni, scende addirittura a 85.
"Questo sistema non solo è utile per contenere le liste d'attesa ma serve anche a dare priorità clinica e corretta appropriatezza alla prestazione da eseguire. E laddove c'è appropriatezza c'è qualità" sottolinea Andrea Casciari. E' soddisfatto il direttore generale dell'Asl1 per quanto compiuto sin dal 2008, quando venne inaugurato il nuovo ospedale: "Garantiamo una sanità eccellente in questo territorio. In particolare, siamo riusciti a superare le molteplici difficoltà ereditate e a ricostruire la struttura complessa di ortopedia. Struttura che si integra a livello aziendale con l'altro centro di Città di Castello".
A fare la differenza per l'ortopedia di Branca, un reparto senza guida da anni, la nomina del professor Gastone Bruno, specialista in chirurgia del ginocchio, cresciuto nella scuola del professor Massimo Magi, luminare di fama nazionale che per primo introdusse in Italia, negli anni'80, la nuova tecnica d'intervento sul ginocchio, la chirurgia artroscopica. Tecnica, successivamente, affinata dal- l'attuale primario nell'ospedale di Perugia dove ha operato per vent'anni. "Il compito affidatomi un anno fa dal direttore generale era ambizioso - commenta il professor Bruno - In dodici mesi è stato rinnovato due terzi dell'organico".
A ottobre, la struttura sarà completata con l'arrivo di un'altra unità. Attualmente, conta al suo interno il dottor Enrico Giani, esperto in chirurgia della mano, il dottor Didier Monacelli, punto di riferimento per le patologie del rachide. Più altri due giovani medici, Andrea Leli, cresciuto a Perugia, e Michele Ostuni, proveniente dalla clinica di Bari. "Ottimi professionisti, che vantano esperienza nei più importanti centri d'Italia. Personale motivato, attento alle esigenze del paziente" sottolinea il professor Bruno. Equipe affiatata che guarda avanti. "Potenzieremo alcuni settori, in passato trascurati. Penso alla chirurgia protesica e artroscopica. Quest'ultima, grazie alle nuove tecnologie ad alta definizione di cui il reparto è munito, permette di eseguire interventi in tecnica artroscopica" spiega il primario. Chirurgia mini invasiva, eseguibile anche in anestesia locale in casi selezionati, che consente tempi di ricovero più brevi e un recupero post operatorio più rapido.
"Per quanto riguarda invece la chirurgia protesica, si tratta di un tipo d'intervento impegnativo che oltre all'elevata tecnica chirurgica richiede anche un'accurata preparazione del paziente, valutato da un'equipe multidisciplinare di specialisti" precisa il professor Bruno. Attenta valutazione del rischio operatorio a cui segue una riabilitazione immediata. "La riabilitazione inizia subito, già all'interno dell'ospedale e prosegue nei centri territoriali fino alla completa ripresa del paziente. Garantiamo una presa in carico totale del malato che si sente protetto e adeguatamente seguito" conclude il primario.
L'ortopedia di Branca non ha avuto finora problemi di infezione, fattore considerato trai più attendibili per valutare l'eccellenza di un reparto. "Applichiamo rigorosamente protocolli specifici di profilassi, dalla somministrazione di farmaci all'igiene dei locali, adottando misure che possono apparire limitative per i parenti. Penso al controllo degli accessi nei primi due giorni successivi all'intervento. Misure tuttavia necessarie per il benessere e per il pieno recupero del paziente" conclude il professor Bruno. Del resto, ribadisce il direttore generale, soddisfare le esigenze dell'utente locale e migliorare il saldo di mobilità sanitaria sono i nostri obiettivi. "Il prossimo passo - annuncia Casciari - sarà ripristinare gli ambulatori nei centri di salute di Gubbio e Gualdo Tadino, e avvicinarci ancora di più ai pazienti".

Chiara Ceccarelli

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