giovenale, anton carlo ponti

Storie di ordinaria manutenzione

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Il 17 gennaio 2012 Giovenale scriveva intorno al titolo: “Graffitari vi odio!”. Son passati cinque anni, sono invecchiato di un lustro, continuo imperterrito a invadere spazio nel mio giornale ogni settimana e spero di farlo per molto tempo ancora, finché il direttore o i manzoniani venticinque lettori non diranno: basta, ci hai rotto. Come diceva Indro Montanelli, un giornalista ha un solo padrone: il lettore. E intanto gli imbrattatori, che usano le bombolette spray a sproposito perché decerebrati vandali odiatori di bellezza e di simmetria, di ordine e di armonia, citrulli che non sanno niente di disegno, digiuni di qualsivoglia mimesi artistica, imperversano, deturpano, marchiano coi loro segnacci volgari, e senza senso alcuno, saracinesche e pareti, muriccioli e insegne, cartelli segnaletici e didattici, piegano le frecce direzionali, curvano i paletti dissuasori e di protezione, insomma creano bruttezza, disordine, sciatteria, obbrobrio, caos dove potrebbe esserci pulizia. Un brulicame d’indecenza estetica, d’immondizia morale, di pattume etico ci opprime anima e occhi.. Perugia, e altre località umbre, è città in genere pulita, le strade sono sgombre di cartacce e di rifiuti, tranne il fastidio delle deiezioni canine non raccolte da padrone, e padroni, che mettono sì il cappottino al cane quando fa freddo, e gli parlano come se fosse un figlio, ma lasciano le cacche per terra per la delizia delle altrui suole. Ogni tanto si fa un gran parlare di aziende preposte alla raccolta e smaltimento con seri problemi gestionali, e di aree umbre inquinate dal seppellimento di rifiuti tossici, però i cassonetti (indifferenziata, carta, cartone, organici, vetro-plastica-latta-alluminio) vengono svuotati con celerità e puntualità, salvo scioperi o emergenze climatiche. Si sta abbastanza tranquilli sul fronte e sulle trincee del “gran rifiuto”, ossia l’immensa quantità di sprechi e di cattiva politica degli imballaggi, per non parlare dei cibi in avanzo che vengono gettati nella spazzatura, alla faccia di chi ha fame. E la raccolta differenziata, che permette il riciclo di plastica o di carta, sta prendendo spazio aumentando il senso civico dei cittadini, e mi auguro che ciò sia anche merito della scuola. Però numerosi Comuni non selezionano, ma fanno pagare la tari anche ai proprietari di seconde case. Di sicuro, le città sarebbero più accoglienti e amene se troppi angoli, se troppe micro-posizioni urbane non fossero macchiate da minuti danneggiamenti, da sbavature stridenti. Marciapiedi colabrodo, gradini usurati, balaustre divelte. Allora Giovenale, nella sua lungimiranza non solo anagrafica, e sapienziale, suggerisce una cosa fattibile, non certo la chiusura delle buche, battaglia persa in partenza. L’idea sarebbe di istituire una piccola task force - se digià esiste non si vede - a imitazione delle squadre per il decoro urbano che molte città hanno, per esempio Caput Roma, dove peraltro si cancellano le belle pitture su papa Francesco e si lasciano gli sgorbi criptici e insensati dei graffitari, manipoli di scervellati. Vabbè, la street art è un'altra cosa e non tutti sono Banksy. Suggerivo. Una squadretta fornita di un’Ape e di qualche attrezzo, pronta 10h a intervenire per raddrizzare se non i torti, almeno le ringhiere storte, vittime del legno di Kant: “Da un legno storto com’è quello di cui è fatto l’uomo, non può uscire niente di perfettamente dritto”. Le vie delle città sono tutto un ghirigoro di geroglifici e di "mask" giganteschi, scarabocchiati delle volte in punti ardui, e siccome la madre degli imbecilli è sempre gravida, esistono graffitari acrobati (a tal proposito: un giorno Charles De Gaulle, letto su un manifesto l’invocazione: “morte agli imbecilli” mormorò uno sconsolato: “vaste programme!”). Che cosa ti fa il Caso! Leggo, mentre sto scrivendo queste noterelle un po’ puteolenti, che le tariffe sui rifiuti aumenteranno, anche per causa dei pannoloni che non vanno nell’organico. E i pannicelli caldi? Bene, tutto sommato, se i manager, di conserva, si diminuiranno stipendi e prebende, se qualcuno andrà in galera, se il servizio migliorerà, compreso il decoro cittadino, e forse non sarebbe male che questo settore, perfino di alto valore turistico, venisse gestito proprio da chi smaltisce per mestiere o vocazione i rifiuti. Sarebbe per loro un gioco da ragazzi. Insomma ordinaria manutenzione, quella cosa che manca completamente, uso l'abusatissima espressione, nel dna, nel carattere degli italiani, buoni a chiudere la stalla quando i buoi se son fuggiti a zampe levate, e a non finire mai le opere incominciate, eccezion fatta per l’opere pie. Chiudo con una locuzione cara al politico politicante che partecipi a un talk show in tv, con: detto questo, cui fo seguire un aforisma di quel genio viennese che fu Karl Kraus (1874-1936): Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi. Magico!

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