Botteghe chiuse addio

Botteghe chiuse addio

05.02.2014 - 09:29

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Avevo pensato al titolo "Case chiuse addio", ma mi son ricordato che è il titolo di un pamphlet sulla Legge Merlin e sul tramonto dei bordelli autorizzati dallo Stato... insomma quando l’Italia tollerava (copyright del grande Giancarlo Fusco). Dunque mettiamoci la parola botteghe mi son detto. Per Giacomo Leopardi del resto gli italiani non erano un popolo di bottegai? Specie nei paesi e nelle campagne chi aveva la patta dei calzoni sbottonata si diceva avesse la bottega aperta (in variante sessuale che l'uccello era volato via dalla gabbia). L'etimologia della parola bottega, qualcuno potrebbe pensare alle botti, è greca e poi latina: "apothèca", cioè deposito, magazzino, fondaco. Stare a bottega era far l' apprendista da un artigiano; dir di uno che è tutto uscio e bottega che abita vicino alla fonte del proprio lavoro quotidiano o non ha altri interessi. Metter su bottega è cominciare l'attività di commerciante; scarto di bottega è di cosa o persona di nessun pregio, e sovente anche i saldi lo sono. Quanto agli umani c'è tutta una pletora di individui al di sotto della decenza, cioè scarti, cui, capita, diamo perfino il voto. Perché questo titolo? Perché è una tristezza vedere botteghe spente, sbarrate, abbandonate, senza insegne, insomma chiuse. Piene di ragnatele e cristalli in frantumi. Un po' metafora dei nostri giorni concitati e tragici. Sono generazioni oramai che le botteghe artigiane sono scomparse come le lucciole di Pier Paolo Pasolini, e quelle che si affacciano per risolvere le piccole riparazioni (serrature, affilaturadi coltelli, ombrelli, calzolerie…) hanno vita grama e destinate a chiudere i battenti. Nel mio rione, e in altri, ho notato che nascono e muoiono rapidamente anche quelle botteghe di servizi per dir così avanzati (cartucce per stampanti, fotoshop, digitazione e stampa, fascicolazione, clinichette per pc). In compenso, ma di rado, si leggono intestazioni di istituti linguistici o di traduzioni, piccole aggregazioni di assistenza. Ma avranno un vero futuro? Certo ci son giovani che non si arrendono, ma com'è che intorno a casa mia per certi lavori muratorii si vedono soltanto operai romeni o albanesi? La crisi edilizia morde, la compravendita di immobili è tragica, assistiamo a un crollo dei prezzi delle abitazioni, tuttavia vi sono milioni di appartamenti sfitti, vuoti, e si legge di gente che, proprietaria di migliaia di case, non ha pagato mai un soldo bucato di ici e di imu. Mi ripugna chiamarli cittadini, sono sciacalli, perché sono soprattutto i grandi evasori che impediscono gli asili-nido, le scuole materne, l'otturazione delle buche delle strade, i bonus famiglia; che alimentano l'usura e l'insofferenza della gente perbene nei confronti dei politici, amministratori, burocrati. Però, non si legge di frequente che certi bottegai denunciano al fisco meno dei dipendenti? E il lavoro in nero? E i grandi macchinoni, e le settimane bianche, e le griffe, e i villoni, e l'egoismo montante come onde oceaniche? L'Italia non è al settantesimo posto per la corruzione (endemica, da tengo famiglia, il motto che Leo Longanesi voleva si apponesse sul Tricolore), partendo dalla cima delle compagini sociali più oneste? Cambiando un po' argomento, tuona il Rettore Franco Moriconi che il suo Ateneo perde per diminuzione d'iscritti cinque milioni di euro. La causa? Beh! non ci vuol molto. Pur essendo da settecento anni un'Università prestigiosa, è vecchia dentro, per non aver comunicato, promosso, catturato studenti, è insomma poco appetibile, a prescindere come diceva Totò dalla qualità degli insegnamenti, che pure è in genere eccellente. Una delle colpe la si può tranquillamente addebitare pure all' omicidio di Meredith di cui sarebbero autori due giovani, uno pugliese e un' americana di Seattle, dainomi che si prestano enigmisticamente (non misticamente) a considerazioni un po' sconsiderate. Il procedimento penale complessivamente è stato, visto che siamo in Italia, abbastanza Sollecito, e Amanda per la verità processuale non è da amarsi, anche se il suo cognome rimanda a Fort Knox, il forziere dell'oro degli Stati Uniti d'America. Ma sembra infatti non essere un tesoro di ragazza. Tornando alla questione delle case chiuse e parimenti delle botteghe dalle saracinesche serrate, mi viene in mente - è la mia ossessione, la mia condanna - un libro magico, "Le botteghe color cannella" di Bruno Schulz (1892-1942), disegnatore e poeta ebreo della Galizia Orientale (Polonia), gnomo nel corpo (Leopardi, Henri Toulouse- Lautrec, Michel Petrucciani), grande spirito d'artista, ucciso nel ghetto, e per gioco, per crudeltà gratuita, dal nazista Karl Günther. Così celebro, a modo mio, e in ritardo, il "Giorno della Memoria". 

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