L’Umbria è il paese che amo

11 settembre 2013

11.09.2013 - 13:59

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La nostra terra non è lambita dal mare. Sai che scoperta! Intendo dire che nonostante questa mutilazione geografica - l'unica fra le regioni centromeridionali, in compagnia di Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia, il cui cielo è bello, quando è bello, però- l'Umbria è meravigliosa. Perché non lasciarsi andare a qualche lirico volo, anziché i soliti lai o discettare a vanvera su retroattività delle leggi o su decadenze (fossi Silvio Berlusconi - che avrà deliberato ieri la giunta delle elezioni? -mi dimetterei, fondando subito una vera grande destra italica ed europea e dando spazio a giovani agguerriti e onesti, nonché rimanendo alle spalle come un grande saggio o nella buca del suggeritore come s'usava una volta a teatro).
Ma si torni, di grazia all'Umbria, che è il fine di questo odierno pastone: parlare al volo delle sue bellezze di paesaggio; della sua arte che impregna di sé borghi e città di in una sorta di sinfonia di pietre, in un concerto di torri, merli, vicoli, chiese, pievi, abbazie, ponti, mura ciclopiche; dei suoi fiumi e dei suoi laghi; dei suoi musei e fontane, degli scavi archeologici, finanche dei suoi cimiteri. Certo, non tutto è conservato con la cura, spontanea, dei nostri antenati, che non dovevano combattere l'inquinamento atmosferico, l'avvelenamento dei fiumi, il rumore assordante, il dedalo di autostrade e superstrade, le tristi aree industriali che paiono sorte con un tiro di dadi, l'urbanizzazione sfrenata e le periferie rassegnate, il consumo divorante del territorio, la cementificazione a gogo, e così via così via.
La gente, pur vivendo una delle più infauste crisi sociali ed economiche della sua storia, ha voglia di bellezza, di gite fuori porta, di escursioni a panini e acqua minerale, ha bisogno di muoversi, vuole vedere, vuole dimenticare. Come spiegare altrimenti i battelli pieni a ogni ora che solcano le acque del lago Trasimeno, splendido di sole e di acque provvidamente scese dal cielo quando invocavamo tregua alle piogge che si sa bagnano i vestiti ma sono provvide per l'estate siccitosa. L'Umbria, poi, è terra di Benedetto e di Francesco, di Chiara e di Rita, plaga incantevole che si prepara festevolmente ad accogliere il Vicario di Cristo, semplice e spiccio nei modi, anticonformista come un figlio dei fiori di antica memoria. Ma non sarà facile prendersi gioco di lui, vigile e pauperista: già inventare gandhianamente, capitinianamente una giornata di digiuno per pregare la Pace universale di kantiano ricordo vale un Pontificato intero.
Se l'Umbria è invasa da turisti e da pellegrini, da escursionisti e da visitatori, lo deve a tante squisitezze storico- artistiche, a tante eccellenze enoelaio- gastronomiche da noi prodotte, tradizionali ricchezze che si tramandano nel tempo. Così profumati vini rossi e bianchi e rosati, oli extravergine puri e salubri, lenticchie di Castelluccio, fagiolina delT rasimeno, miele di Allerona,norcineria stagionata e al giusto grado salata e impepata, mortadella di Preci, zafferano di Cascia, roveja della Valnerina, tartufo nero di Norcia o bianco di Città di Castello e dintorni; e ancora la patata bianca di Pietralunga, quella rossa di Colfiorito, il pane di Strettura, i fichi d'Amelia, le pesche gialle di Papigno, le cipolle di Cannara, il sedano nero di Trevi, i formaggi - la Camera di commercio ha fatto compilare un libro d'imminente uscita sui formaggi umbri - il farro, la porchetta, la panzanella, la cicerchiata, i pesci del Trasimeno (luccio, carpa, persico, anguilla, latterini, tinche, gamberi), gli strozzapreti e le ciriole, gli essetti di Bevagna, la ciaramicola, il torcolo di san Costanzo, le torte di Pasqua, la crescia nelle varianti locali, i maccheroni dolci, emi fermo perché ho sparato a memoria, ma spero esistano altre squisitezze da imbandire per la gioia della gola.
È mattina presto e l'acquolina si scioglie in bocca; e mi sovvengono, da "Fisiologia del gusto" (1826), gli aforismi di Anthelme Brillat-Savarin, gastronomo e giudice: "Dimmi quel che mangi, ti dirò chi sei; gli animali si nutrono, l'uomo mangia, solo l'uomo di spirito sa mangiare; il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono". In pieno 2013 muoiono di fame milioni di donne, uomini, bambini. E questo è il migliore dei mondi possibili!

Anton Carlo Ponti

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