Sangue a Palazzo

30 aprile 2013

30.04.2013 - 13:33

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 Scrivo ieri di mattina presto e la fiducia è nel pomeriggio. Spero che la fiducia sia ampia e solida, e accantono le diatribe su chi abbia vinto (Berlusconi), perché è ora di suonare le chiarine della festa e dire basta alle campane a morto. Scriveva Carducci: "Squillarono le trombe a parlamento". Ma il sangue versato, sangue di popolo è una variabile impazzita di una società che fin qui ha troppo urlato e poco dialogato, osannando l'eterna divisione in fazioni e in bande. Con lessico incauto spesso ("i politici sono morti che camminano"). Che la pacificazione e la riconciliazione, ottenute con il collo storto da entrambe le forze egemoni in campo, siano dunque durature, almeno per un paio d'anni di quiete, permettendo poi all'eroico Giorgio Napolitano di godersi i novanta genetliaci ad ascoltare musica e a leggere libri, a guardare film e pascersi di paesaggi, circondato dall'amore della signora Clio e di figli e nipoti, e soprattutto dall'affetto riconoscente degli italiani.
Se non tutti, innumeri legioni.
Mentre un ministero 'giovane e femminile, e di colore' (strepitose le facce di Cécile Kyenge - Lega permettendo - e di Emma Bonino, fatto di persone normali e non più di babbioni invecchiatisi sugli scranni del Parlamento, sta per varare in una navigazione d'alto mare la squassata ma robusta nave Italia, tuttavia sarà bene, dalla compagine di Letta, tenere slegate le campane a martello, perché i pericoli non sono morti. Anzi. Insomma, questo governo che nasce dopo due mesi angosciosi e caotici, di veti e contro veti, di veleni e di insulti, di commenti inconsulti, dovrà rapidamente, da subito, con decisione, affrontare alcuni lancinanti problemi, che anche in Umbria si avvertono con ferocia, con disagio, davanti a famiglie allo stremo, carrelli della spesa sempre più vuoti, sogni uccisi appena nati, se mai sognati in notti da incubo. Però, compagni, amici, camerati, cittadini, gente, popol mio!, vogliamo non addossare tutte le colpe e tutti i delitti ai politici, anche perché i più sono sotto il carapace dell'indifferenza, o sotto la bandiera dell'arraffa arraffa!
Moderni, no! Postmoderni pirati della fiducia pubblica. Mala vogliamo smettere di inserire nelle note spese gli euro della gomma da masticare o i pannoloni della nonna? Giovenale propone: Chi intende fare il consigliere avrà un'indennità "tot" onnicomprensiva. Stop. Si arrangi, magari con 8.000 euro al mese a fronte di pensioni di 500. Si sappia che un maresciallo maggiore con 30 anni di servizio e tre figli a carico, guadagna 2.100 euro. Che rischi la vita tutti i giorni sono affari suoi. Il governo Letta dovrà risolvere il problema della cassa integrazione e quello degli esodati, pagare i debiti dello Stato alle imprese, eliminare il rimborso ai partiti o ridurlo all'essenziale, assistere le famiglie in difficoltà, rilanciare l'economia. Il Parlamento dovrà realizzare il Senato delle Autonomie, cancellare le Province, accorpare nei servizi i Comuni piccolissimi, combattere evasione ed elusione fiscale, ridurre i parlamentari, risolvere il problema delle carceri e gli sprechi nella sanità, sostenere ricerca e scuola e territorio e fonti rinnovabili. È una parola! Ma si vuole almeno cominciare? E se provassimo a fare dei mea culpa e non il lagno addossando tutte le nefandezze sugli altri? Non voglio più ascoltare espressioni come abbassare i toni, ognuno si assuma le proprie responsabilità, e mai: basta a ruberie e scandali, basta a consorterie e abusi, non più offensive ostentazioni di potere e di scorte consentite da stupidi ma onerosi status symbol. Dirò una cosa ovvia, o una cattiveria; ma questo calabrese disperato anziché sparare a bruciapelo su due carabinieri non poteva sparacchiare contro un'auto blu? Vuota, s'intende! Ora tutti con scorta e macchine blindate. E gli stracci volano in aria. O, come nel verso di Eugenio Montale, "noi della razza di chi rimane a terra".

Antonio Carlo Ponti

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