Beppe for President?

5 marzo 2013

05.03.2013 - 15:24

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O della Repubblica o del Governo. Tertium non datur. Io, se fossi Giorgio  Napolitano, farei questo esperimento. Perché, ha della logica questa follia  di un parlamento che in un anno e più e più, scientemente o meglio per bassi interessi di bottega, ha negato agli  italiani una legge elettorale degna di questo nome e non l’ignobile  porcellum? E sapendo di andare incontro all’immobilismo e  all’ingovernabilità? Tutto ciò non merita scelte tranchant?  Scampato il pericolo della fine del mondo preconizzata dai Maya, non siamo  forse in un regime di irrazionalità pura o di paranormale? Una delle  metafore preferite dal giornalismo post-elettorale è “dalle stelle alle  stalle”, cui aggiungo un “dalle stalle allo stallo”. Beh! Siamo dentro un  mare di mercurio o in un deserto di ovatta. E immersi, non fate l’onda!,  nella più pura commedia dell’arte di cui abbiamo da secoli il copyright.  Verrebbe la voglia di proporre un governo, addirittura un governissimo,  popolato da Dario Fo (Nobel chiacchierato), che Grillo vedrebbe bene al  Quirinale, e da Stefano Benni che passeggia con lui, bardato e blindato di  armatura, uomo mascherato, sulla sabbia di una delle ville marine del comico  genovese (che ne abbia quante Silvio Berlusconi?), da Adriano Celentano,  magari da Maurizio Crozza, da Sabrina Guzzanti e da Luciana Littizzetto.
Insomma, noi italiani non ci facciamo mancare niente.  Dunque, anziché le facce geneticamente tristi di Stefano Fassina o di Matteo  Orfini, la facies saturnina di Ignazio La Russa, la mollezza cardinalizia  del sommo poeta Sandro Bondi, ci divertiremmo un mondo e può darsi che lo  spread a forza di risate scenderebbe a quota cento. E poi, diciamolo, vuoi  mettere Gianroberto Casaleggio, capelli alla nazarena , guru e spin doctor,  ombra digitale ed eminenza grigia (e ghost writer, nonché grande esperto di  branding online e di web marketing) di Grillo e del Movimento Cinque Stelle,  di contro ai giaguari da smacchiare e all’Imu restituita cash?  Se proprio non osiamo dargli le somme cariche dello Stato, meritano almeno  le due presidenze del Parlamento, perché qui o si fa il Governo o si muore.  Molti paventano l’inesperienza della truppa dei 163 neoeletti (109 deputati  e 54 senatori) per circa otto milioni di voti, il loro anonimato e la loro  giovane età.
 Ma ci scordiamo l’ignoranza di centinaia di vecchi e giovani tromboni che  ignoravano di quanti articoli è fatta la nostra Costituzione o le date  fondamentali della nostra storia? Che poi il Casaleggio sia titolare di una  società ammanicata con i poteri forti e alcune banche internazionali, è solo  un dettaglio, e d'altronde Dio, e non il diavolo, si nasconde nei dettagli.  Oh! La purezza! Ma a chi la vogliono dare a bere questi signori che la  predicano mentre riscuotono dobloni corrotti? In un paese che investe in  cultura e ricerca lo 0,11 del pil! Che un “comedian” abbia riscosso tanto  potere, anche grazie a talune verità strillate e a nuotate nello Stretto di  Messina se sorprende l’Europa che parla di clown, fa un baffo agli Italiani  attratti, dal Duca Valentino in qua, da D’Annunzio e da Marinetti, da  Mussolini e da Starace che faceva saltare pingui federali dentro il cerchio  di fuoco e proibiva parole straniere come bar tradotto “taberna potoria” o  cocktail in “arlecchino” o gin in “gineprella”.  Né ci meraviglia che così invasivo dominio planetario del web e della roi  anlysis finisca in sberleffi e in “facce come il culo, vaffa!”. Però, lo  ammetto, quel “Siete circondati, arrendetevi” è geniale. Ora che sono nel  recinto, a legiferare, là si vedrà la loro virtute e canoscenza. Non avranno  più alibi. La rete, si sa, sa essere spietata.
Achtung!

Antonio Carlo Ponti

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