michele cucuzza bianco e nero

Migranti, la lezione dell'arcivescovo

05.05.2017 - 21:28

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"Il fenomeno migratorio non è un'emergenza passeggera: continuerà a lungo. Sarebbe necessaria una politica mondiale, non solo dell'Europa, che fino ad oggi invece non c'è stata.
Soccorrere i migranti nel Mediterraneo è un dovere, ma occorrono anche corridoi umanitari in Africa: mi auguro che il G7 di Taormina sappia dare le risposte necessarie e impostare gli interventi efficaci. Non si può andare avanti con slogan che servono soltanto ad accontentare l'opinione pubblica”.
Monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, all'attivo missioni in Tanzania, un centro di accoglienza per minori nella sua diocesi siciliana “senza ricevere un euro dallo stato”, non usa mezzi termini, dopo giorni di polemiche aspre sui sospetti avanzati dalla procura di Catania su presunte intese clandestine tra scafisti e organizzazioni umanitarie private (le Ong) che imbarcano i profughi abbandonati sui gommoni al largo della Libia.
A proposito delle ultime scintille tra i politici, Mons. Pennisi riecheggia le posizioni della Conferenza episcopale italiana che ha subito parlato di “atto ipocrita e vergognoso nei confronti di chi salva vite umane” visto che partiti e istituzioni hanno lasciato sole le organizzazioni non governative a soccorrere i naufraghi, senza nemmeno una struttura promossa e gestita da enti statali o dell'Unione europea.
“Non voglio entrare” chiarisce l'arcivescovo “nello scambio di accuse tra politici che potrebbero strumentalizzare questo problema a fini elettorali, dico che è giusto che la magistratura vigili e acquisisca conoscenze sulla situazione nel Mediterraneo, ma - senza fatti certi - è ingiusto mettere nel calderone tutte le Ong. Se qualcuna traffica con gli scafisti bisogna denunciarla, ma senza sparare nel mucchio: ai sospetti devono seguire prove sicure. Chi salva vite va ringraziato e valorizzato. Parliamo piuttosto dei governi, dell'Unione europea, dell'Onu, che continuano a non assumersi le loro responsabilità: dopo aver causato la disgregazione e la crisi in Libia, una volta abbattuto Gheddafi, hanno lasciato sole le organizzazioni non governative a occuparsi di profughi. In Africa si dovrebbe prima di tutto migliorare le condizioni di vita delle popolazioni. Conosco qualcuno che lo fa, ancora una volta sono le Ong, non le istituzioni pubbliche. E adesso? Si vuole scaricare sui volontari, facendo di ogni erba un fascio, responsabilità che sono dei governi europei e delle Nazioni Unite: non si capisce ad esempio perché parecchi paesi dell'UE possano rifiutarsi di accogliere i migranti, nonostante Bruxelles glielo abbia imposto”.
Ecco, l'accoglienza, il vero problema all'origine delle polemiche di oggi. L'opinione pubblica è stanca, i migranti sono troppi, lamenta, i partiti - chi più chi meno - non possono non adeguarsi: ‘non si può negare che l'allarme ci sia. Come pure il tentativo di strumentalizzarlo a fini politici. L'accoglienza va organizzata, gestita con intelligenza e senso di responsabilità, i migranti vanno controllati. Si può fare: il piccolo Libano è un esempio. Anche la Tanzania, a me particolarmente cara, è un paese di accoglienza. Da noi i migranti troppo spesso sono abbandonati alle strutture caritative, laiche e cattoliche, che se ne occupano cercando per quanto possibile di integrarli. Non dimentichiamo però che c'è anche chi fa affari sulle miserie altrui. Basti pensare al CARA di Mineo dove, con una serie di complicità, si era infiltrata 'Mafia capitale'.

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