michele cucuzza bianco e nero

Il politico impari dal vigile del fuoco

27.01.2017 - 11:00

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L'Italia piange i 29 morti all’hotel Rigopiano e a Campofelice mentre celebra i suoi eroi, i soccorritori del 118, a partire da quelli periti sull’elicottero precipitato a Casamaina, i volontari, gli spalatori a mani nude, gli angeli della neve i vigili del fuoco.
Il Paese intero li esalta e li ringrazia, dal Presidente della Repubblica all’ultimo utente di Facebook, mentre i terremotati fanno sit in davanti ai palazzi del potere a Roma a nome dei 400mila lasciati senza corrente nelle zone colpite dal sisma, con l’amaro in bocca per aver saputo che la funzionaria della prefettura di Pescara che ha ignorato il primo allarme partito dall’hotel Rigopiano si sente “con la coscienza a posto”.
“I vigili del fuoco” ha commentato per primo Mattarella con la consueta capacità empatica di cogliere gli umori del paese ,”'rappresentano un punto di riferimento nelle emergenze, con il loro essenziale apporto operativo e, nella vita quotidiana, con la diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza.
A loro va, per l’insostituibile opera svolta, la riconoscenza e la fiducia della Repubblica e la doverosa attenzione delle istituzioni” .
Così il Presidente.
Gli ha fatto eco Gentiloni: “dobbiamo essere orgogliosi dei soccorritori”ha detto il presidente del consiglio, “al Rigopiano è stato fatto ogni sforzo possibile”.
Così discendendo per li rami, fino a internet, dove la fan page su fb dei vigili del fuoco ha raccolto 448mila visualizzazioni per un solo video tra i tanti, le immagini della messa in salvo, fuori dai lastroni di ghiaccio, della piccola Ludovica nell'albergo sul Gran Sasso travolto dalla valanga. Più sotto, nello stesso sito, foto e video dei cori e degli striscioni che negli stadi di mezza Italia domenica scorsa hanno celebrato i vigili del fuoco come “orgoglio nazionale”. Nei social media però la gratitudine ha assunto toni via via più aspri, polemici nei confronti di altre strutture pubbliche meno efficienti. E della politica, naturalmente, più o meno esplicitamente.
“Mentre lo stato latita o fa solo molta scena e pochi fatti” ha postato su LinkedIn Raffaella Pingitore, insegnante a Milano “i vigili del fuoco ci sono sempre, ovunque, accanto alle popolazioni così duramente colpite, facendo il loro dovere come sempre, con pochi mezzi e per pochi soldi”.
“Onore a voi che sfidate le avversità e ci aiutate a vivere e tornare alla vita” invoca Elisa Cordioli. “In questa epoca negativa” commenta Caterina Crucchi “voi siete parte della bellezza, per cui vale la pena di vivere e di donarsi sempre al prossimo: siete delle persone meravigliose , uniche”.
E così via in un inno virale al sacrificio del pompiere coraggioso e capace, pagato due lire, contrapposto all’inefficienza di molte figure pubbliche e della burocrazia strapagata e inadeguata.
Non è molto complicato da decrittare, soprattutto dopo la sentenza della consulta che potrebbe avvicinare la data del voto. Prima di parlare di pericoli del populismo, del trumpismo in salsa italiana, di voglia dell’uomo forte perché non occuparsi di cosa vogliono gli italiani?ù
Al netto del risentimento di stagione, invocare efficienza, rapidità, correttezza, senso civico, sensibilità, morigeratezza non vuol dire chiedere necessariamente la luna dell’antipolitica.
L’elogio dei vigili del fuoco e degli altri volontari e addetti che hanno salvato molte vite in questi giorni funestati dal terremoto e dalle valanghe contiene un messaggio chiarissimo alla politica. Che ha un’occasione straordinaria, favorita da un eventuale prossimo confronto elettorale, di riavvicinarsi agli umori e ai sacrosanti desideri dei cittadini che, più o meno implicitamente dicono: fate come i vigili del fuoco, finendola di latitare, di fare scena senza costrutto, di promettere senza mantenere, di fare i soldi in alcuni casi facendo politica. E’ troppo? Altrimenti è inevitabile che cominci davvero a diffondersi, come teme Gentiloni, “la voglia di capri espiatori e di giustizieri”.

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