E' bello costruire insieme

E' bello costruire insieme

11.03.2014 - 13:11

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Scoprire l'altro diverso da sé non sia il principio di una lotta per affermare se stessi, ma la possibilità di un arricchimento. Per grazia e per fortuna,siamo tutti esseri unici ed irripetibili; pensate che noia se fossimo tutti uguali e pensassimo anche allo stesso modo su tutte le cose. In tanti che siamo, ovviamente, ci differenziamo per sesso, razza, storia, lingua, cultura, religione, tradizioni, usanze, costumi e chi più ne ha più ne metta, ma anche all'interno dello stesso contorno esistenziale emergono differenze provocate da sensibilità, carattere, personalità, gusti, simpatie o antipatie, allergie o intolleranze di diverso genere, che condizionano più o meno le scelte, gli sforzi, i desideri, gli approcci e così via. La differenza dell'altro suscita curiosità e confronto, in persone normali, stimola ad allargare gli orizzonti, apre all'accoglienza di nuovi dati e concetti, favorisce la crescita per trasposizione di esperienze, provoca in modo sano a misurarsi con se stessi e con chi ha altri punti di vista. Pensiamo alla crescita umana che ne deriva dai viaggi in altre terre, niente, a mio avviso, è più formativo del confrontarsi con gente e spazi diversi, organizzati con altri criteri che filano ugualmente, a volte meglio a volte peggio.Se non si accettasse l'incontro non si avrebbe reale misura di come funziona o del perché non funziona un certo approccio alle cose, non si avrebbe chiarezza sul proprio punto di vista, sui sistemi politici, sociali, cultuali e altro. Senza il confronto non sapremmo neanche chi siamo e non potremmo riconoscere il peculiare, il particolare, il soggettivo e l'oggettivo. Chi pensa di essere in possesso dell'unico punto di vista e non si apre al dialogo ed alla ricchezza che ne deriva è un ignorante presuntuoso (senza offesa), intollerante e fondamentalista, ottuso ed insicuro, impreparato ed integralista, vanesio e violento, autolimitato e gretto e vorrei andare avanti per far emergere, a mano a mano, i volti pubblici che rappresentano tali mostruosità. C'è chi, al giorno d'oggi, anche nel nostro Paese, sta parlando di separazioni ed allontanamenti geografici, di ritorni al passato razziale, un passato già smentito nelle sue pretese. Che pensare in piccolo quando non si accetta la diversità come possibile ricchezza anche nelle divergenze! Che pensare superbo e arrogante quando non si concede neanche udienza all'altro, solo perché propone opzioni e concetti differenti! Penso che chi non è davvero certo e sicuro del proprio pensare e del proprio punto di vista abbia paura del confronto e di essere soggiogato; mentre chi è sereno delle proprie posizioni accetti volentieri di mettersi in discussione, per proporsi pacificamente o per dialogare fino a saper cogliere il meglio delle divergenze, cercando e ottenendo una convivenza più ricca, grazie proprio alle diversità con diritto di cittadinanza. In questo articolo, niente a che vedere con percorsi morali, ma solo uno stimolo ad accorgersi di quanti sia bello stare insieme per costruire con l'aiuto di tutti. Rispettare il prossimo, fino ad amarlo così com'è, resta il principio base più profondo, costruttivo, lungimirante e significativo che ci sia! 

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