Altre vittime del tutto e subito

Altre vittime del tutto e subito

18.02.2014 - 10:23

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Come la terra cerca l’acqua, come il fiore cerca la luce e tante cose cercano altro necessario, così, mi sembra di capire, siamo alla ricerca di silenzio, di spazio, di tempo. Emerge, nel nascondimento, un bisogno di minimale, in contrapposizione al tanto, allo sfarzo, all’esagerato. Da troppo tempo ci si ubriaca di cose eccezionali, si corre dietro alla spettacolarizzazione e all'effetto speciale. Fatto è che il bisogno di essenziale resta timido, non urla, non pretende ma mette radici sempre più profonde e si prepara a rompere l'asfalto che lo sovrasta. Se, perlomeno se ne sapesse riconoscere il linguaggio e se ne accettassero i presupposti che lo alimentano e gli si desse occasione con un po' di umiltà, quel bisogno di essenziale e di minimale riordinerebbe tante cose. Quanta folla nelle nostre menti, invece! Quella ricerca di silenzio, di spazio e di tempo, schiuderebbe tappi, lancerebbe ad alte quote, ma senza frenesie e imprudenze, perché il volo alto avverrebbe in profondità e non in superfice. Assecondare quella ricerca ci orienterebbe su nuovi percorsi, nei quali la spericolatezza lascerebbe il posto alla prudenza e la velocità sarebbe controllata e a misura d'uomo. Risultati positivi e superiori, rispetto a quelli previsti, sarebbero inanellati, mentre i confronti pacifici nutrirebbero in abbondanza le programmazioni e le larghe intese, accontentando moltitudini, democraticamente e senza compromessi. Invece, si continua a volare basso in senso negativo, nel monocromatico e nell'ostentazione, nella falsità e nella non chiarezza, perché ancora una volta ha trovato posto il rumore, il "tutto e il subito", e sono state mietute vittime. L'arroganza e la presunzione ne mieteranno ancora, cominciando da chi ha sferrato il colpo, soggiogato dalla superbia. Sì, sono metafore che alludono al mondo di tutti i giorni! Chissà se, per analogia, qualcuno in più riconoscerà le attività del proprio cervello e si rimetterà a pensare, immergendocisi però, anche se solo ogni tanto. La frenesia e la voglia di potere subito, hanno partorito le nozioni delle cose, travolgendo i tempi fisiologici che trasformano in cultura, e in più, stanno segando o addirittura negando l'importanza dell'assoluta preparazione, che richiede tempo. Sì, tempo e silenzio sono necessari per interiorizzare e, senza lo spazio adeguato, quel bisogno viene castrato e con dolore, lasciando mutilazioni di sorta. Purtroppo ci si scontra continuamente con chi di essenziale non respira nulla, in un tempo agitato e in uno spazio rumoroso. Se però puntassimo i piedi sui valori, allora la sofferenza dell'uomo d'oggi procurerebbe nuovamente arte! Comunque irromperà l'alba nuova! Arriveranno giorni in cui avremo ancora "acqua potabile e aria pulita". Maturerà chi dischiuderà "lucchetti di fango e paglia" e crolleranno i castelli di sabbia, sotto l'onda dell'oceano di pace. Intanto sopportiamo pazientemente chi non riesce a non giocare con le vite degli altri, ma evitiamo di rimettergli il pallino in mano. Che dramma, avere bisogno di silenzio e confrontarsi sempre con il rumore! 

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