Tutti noi possiamo dare di più

Tutti noi possiamo dare di più

28.01.2014 - 14:36

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Abitualmente siamo portati ad interessarci delle cose grazie alle quali ne abbiamo un tornaconto. C'impegniamo negli affari che, a seguito di un nostro contributo, ci permettono di trarre un beneficio personale. Impieghiamo energie proprie quando ne vale la pena ed il criterio che domina sul discernimento è il guadagno o il profitto… Come siamo materiali! Fatto è che anche negli affetti finiamo per donarci e per amare solo quando siamo della stessa lingua, razza, popolo o nazione, quando si condividono gli stessi ideali o si fa il tifo per la stessa squadra, diventando repentinamente antagonisti o avversari con chi ha passioni diverse o contrarie o semplicemente appartiene, per scelta o diritto, ad altre frange. Com’è difficile gioire o godere dei successi altrui, delle soddisfazioni degli altri, fosse anche la figlia della mia migliore amica al saggio di danza, se questa è stata più brava della mia… Quando ci si limita a questo tipo di soddisfazioni, quali per esempio il mio primeggiare ed il tuo fallimento, si resta gretti e si diventa sempre più disumani, anche se non ce ne rendiamo conto. Ci si barrica in se stessi, ci si arrocca dentro le poche sicurezze e si esce allo scoperto solo quando si è in branco, pronti però a tradire nel momento della sfida, che inevitabilmente si presenta, contro o a danno di quelli che consideravamo complici e ci consideravano amici… Che quadro negativo! Forse sì (ma forse reale), però se non ci si apre ad un altro tipo di amore, allora queste dinamiche sono all’ordine del giorno, falso sarebbe negarlo. Certo che si può fare e vivere diversamente, certo che si può dare in altri modi e di più! Certo che come potenziale siamo più dotati, ma certe capacità e risorse emergono quando ci si apre alla gratuità del dono, all’andare verso l’altro o verso qualcosa, con libertà d'intenti, quando accettiamo che la nostra operosità si consumi anche se non ci sono utili da spartire, e soprattutto qualora fossimo felici di vedere gioire un altro anche senza che, necessariamente, venga riconosciuto che solo grazie a me ha ottenuto dei risultati positivi. Insomma aiutare e basta! Servire, inteso come essere utili, anche senza la bramosia del denaro, anche se chi mi ringrazia, oltre a questo, non potrà mai contraccambiare. Ma da dove viene un cuore così? E' il cuore di Cristo, ma anche quello dell'uomo! Un cuore, quest'ultimo, plasmato ad immagine e somiglianza del Suo creatore e reso capace di possedere lo stesso Spirito divino, per grazia di Dio, quindi atto ad amare con gli stessi sentimenti di gratuità. Un cuore che ama, semplicemente perché ama, e consuma amore, e chi lo incontra è investito di tale amore e basta.In realtà, tutti noi siamo mandati a testimoniare questo amore, infatti, con tale comportamento saremmo sale della terra e luce del mondo! Che responsabilità, vero? Da soli non è possibile, ecco perché c'è bisogno di comunione con Dio, di comunione continua però, e non solo a tratti per ottemperare a presunti riti vissuti ipocritamente. Osservare altri che si amano e amano gratuitamente e lasciarsi contagiare, per diventare poi interpreti e protagonisti di un nuovo modo di amare, vorrebbe dire favorire quella famosa nuova evangelizzazione di cui si parla ormai da più di venti anni e che è davvero la cosa più urgente di tutte e tra tutte!
*frate minore cappuccino

 

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