Dop e Igt: fuori il Consorzio, la Regione sceglie il Parco tecnologico

Umbria

Dop e Igt: fuori il Consorzio, la Regione sceglie il Parco tecnologico

13.09.2017 - 19:52

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La giunta regionale dell’Umbria ha individuato nella società in house providing 3°- Parco Tecnologico agroalimenare dell’Umbria, il soggetto da indicare al Ministero delle Politiche agricole quale autorità di controllo sulle produzioni DOP e IGP regionali già riconosciute e per quelle di futuro riconoscimento.  “Una sentenza del Tar del Lazio – ha spiegato l’assessore all'Agricoltura Fernanda Cecchini – ha annullato di recente il decreto del ministero delle Politiche agricole che riconosceva al Consorzio di tutela Olio extra vergine Dop Umbria la legittimità ad individuare e segnalare al ministero l’organismo di certificazione. Alla luce di ciò, la giunta regionale ha individuato nel Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, il soggetto a cui affidare le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico, nonché di certificazione di qualità e sicurezza alimentare, regolamentate dalle vigenti normative comunitarie. I marchi di origine, disciplinati dal regolamento ‘1151/2012’ del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012, – ha detto l’assessore Cecchini - rappresentano un importante strumento di tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità regionali e sono, al contempo, elementi di protezione di specificità produttive locali e strumenti di differenziazione sul mercato. In questi marchi, inoltre, è rintracciabile un forte elemento di garanzia per i consumatori, in virtù del regime di controllo e certificazione cui sono sottoposti i processi produttivi e le produzioni a denominazione d’origine. In base al regolamento della Comunità europea – aggiunge l’assessore - ogni Stato designa l’autorità competente per lo svolgimento dei controlli ufficiali individuando nel Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali un elenco degli organismi privati cui affidare le attività di controllo dei prodotti agricoli ed alimentari a denominazione di origine protetta”. L’assessore ha precisato che “tali organismi devono offrire garanzie sufficienti di obiettività ed imparzialità nei confronti di ogni produttore, trasformatore e confezionatore soggetto al controllo e disporre permanentemente di esperti, dei mezzi necessari e delle procedure adeguate ad assicurare i controlli”. La legge n. 526/99 stabilisce che la scelta dell’organismo privato da parte dei soggetti richiedenti il marchio di origine è effettuata tra quelli iscritti nell’elenco istituito presso il MIPAAF o che, in assenza di tale scelta, le Regioni e le Province autonome, nelle cui aree ricadono le produzioni, indichino le autorità pubbliche o gli organismi privati che devono essere iscritti all'elenco all’attività di controllo. L’assessore Cecchini ha reso noto che “il Regolamento comunitario stabilisce che i costi del controllo e della certificazione dei marchi di origine sono a carico degli operatori e, visto che nella fase di partenza e consolidamento di una denominazione protetta sul mercato, la spesa potrebbe risultare, soprattutto per i piccoli produttori, assai gravosa e difficilmente sostenibile non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto il profilo organizzativo e gestionale, la Regione ha ritenuto di attivare ogni iniziativa per favorire le aziende individuando un’autorità di controllo regionale”.

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