Assemblea annuale Confindustria: linee per il rilancio dell'economia

(foto Belfiore)

Assisi

Assemblea annuale Confindustria: linee per il rilancio dell'economia

15.12.2014 - 20:17

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Innovazione e internazionalizzazione sono i temi dell’assemblea annuale di Confindustria Umbria dal titolo “Innovazione e mercati globali” di lunedì 15 dicembre al teatro Lyrick di Assisi.

Nella sua relazione il presidente Confindustria Ernesto Cesaretti alcune linee di una politica industriale in grado di sostenere il rilancio dell’industria umbra.

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"Primo. Salvare il salvabile. È nostro compito traghettare quante più imprese possibile fuori dalla crisi (...). Il ruolo delle Banche qui è decisivo. A loro chiediamo tre cose: 1) Rendere operativa la cessione pro soluto dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della P.A. con garanzia dello Stato, secondo quanto previsto dal D.L. 66/2014. Ci risulta che solo pochi Istituti bancari abbiano provveduto; 2) aderire alla sospensione del pagamento della quota capitale dei mutui, prevista dalla Legge di Stabilità 2015, in corso di approvazione. Lo spostamento in avanti del debito, già praticato con successo con le precedenti moratorie, consente tra l’altro all’impresa di recuperare capacità di rimborso; 3) sostenere il consolidamento dal breve al medio termine".

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"Secondo. Le multinazionali. In Umbria ci sono oltre 40 stabilimenti di imprese multinazionali a partecipazione estera, che occupano più di 8.000 persone. Il loro fatturato riconducibile alle attività svolte in regione supera 3 miliardi e mezzo. Della loro importanza a volte ce ne dimentichiamo, anche se sono fondamentali.  Bisogna lavorare senza sosta per rendere più solido il radicamento di quelle presenti e possibilmente per attrarne altre, affrontando i temi sui quali abbiamo margini di manovra, quali le infrastrutture, l’energia, le procedure amministrative, la formazione".

"Terzo. Le locomotive. Sarebbero più di sessanta le imprese umbre eccellenti che potrebbero, per dimensione, mercato e tecnologia, trainare lo sviluppo delle relative filiere. Il loro potenziale dinamico è elevato, e sono ancora ampi gli spazi da coprire, perché le esternalità positive che potrebbero essere generate con l’attivazione di cluster sono rilevanti.  Casi di successo non mancano, e penso all’aerospazio ed alle altre aggregazioni che si sono costituite anche su nostra iniziativa. È necessario però fare ulteriori passi in avanti, allargando il perimetro di attività dei cluster, prevalentemente centrati sulla promozione commerciale, agli ambiti dell’innovazione, della ricerca, del trasferimento tecnologico, della cooperazione produttiva. Alcune iniziative di politica industriale che avrebbero dovuto facilitare questo avanzamento, quali le “Reti stabili” ed i “Poli di innovazione”, meritano una riflessione perché non sempre hanno determinato gli effetti sperati".

"Quarto. La nuova manifattura. Con una certa enfasi si afferma che con la manifattura additiva, legata alle stampanti 3D, abbia preso il via la terza rivoluzione industriale. È un treno sul quale dobbiamo salire, anche perché possediamo molti requisiti che ci consentono di giocare un ruolo di primo piano.
La competenza sui materiali, il sapere scientifico, e l’esperienza industriale sono fattori che debbono essere messi a profitto per confrontarsi con questa grande opportunità. In tal senso, l’eventuale riconoscimento di Terni e Narni come aree di crisi complessa dovrebbe essere utilizzato per accelerare la costruzione di un nuovo modello di sviluppo. In termini più ampi, è l’intero ambito della creazione di nuove imprese innovative che deve vederci più attivi.
Anche qui non mancano i presupposti né le visioni strategiche".

Altri punti sui quali insiste il presidente Ernesto Cesaretti sono Turismo ed Expo 2015.
"L’Umbria - premette Cesaretti - non è riuscita a fare il 'grande salto' come destinazione turistica ed ha ancora una troppo limitata notorietà". Dunque bisogna "in primo luogo avviare realmente una promozione integrata ed unitaria che coinvolga quanti hanno competenza in materia, destinando ad essa più risorse. Poi serve una efficace politica di brand territoriale in cui si possano riconoscere non solo gli operatori del turismo ma tutte le eccellenze del territorio".

"Connesso con il turismo, e con altri importanti settori produttivi - aggiunge Cesaretti - è il tema di Expo 2015. L’esposizione universale è una grande occasione per promuovere l’Umbria in ambito internazionale come luogo di eccellenze. All’impegno, già assunto, di avere una presenza all’interno degli spazi espositivi, la Regione Umbria dovrebbe aggiungere quello di realizzare una importante campagna di promozione per veicolare l’immagine del territorio, utilizzando i più moderni strumenti di comunicazione.  A fronte dei circa 20 milioni di visitatori che si recheranno fisicamente a Milano, mezzo miliardo di persone entrerà in contatto con Expo mediante il web. È perciò fondamentale definire quanto prima un piano di comunicazione legato all’evento.
Al riguardo Confindustria, con l’Università e con altre organizzazioni di categoria, ha elaborato una proposta che tiene conto dei contributi pervenuti da diversi settori del mondo produttivo, del no profit, della ricerca.  Ci pare urgente far convergere le molteplici progettualità in un’azione comune, ed auspichiamo non si aggiungano altri ritardi a quelli già accumulati".

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